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Il glifosato attacca il sistema immunitario: ecco come invertire i suoi effetti

 InsanelyNews – Se hai avuto la sfortuna di ammalarti quest’inverno, c’è una buona probabilità che l’esperienza ti abbia lasciato alla ricerca di modi per migliorare il tuo sistema immunitario. Mentre mangiare cibi ricchi di vitamine e usare erbe come l’echinacea può fare la differenza, c’è un modo in cui puoi aiutare il tuo sistema immunitario che potresti aver trascurato: affrontare gli effetti del glifosato sul tuo sistema.

Il collegamento del glifosato al cancro giustamente riceve la maggiore attenzione, ma è anche importante tenere a mente che può minacciare le difese del corpo abbassando i livelli di glutatione . Questo è il miglior antiossidante del tuo corpo, e uno studio suggerisce anche che è così importante che la quantità di esso nelle tue cellule può predire la tua aspettativa di vita.

Sfortunatamente, il glifosato è stato scoperto come causa di “cambiamenti significativi” nelle cellule, riducendo il glutatione, riduce la loro capacità di proteggere da batteri e altri invasori. Se non stai già usando cibo biologico, il passaggio dovrebbe essere la tua prima linea d’azione. Anche se hai già fatto questo cambiamento molto tempo fa, non sei ancora fuori dal bosco; c’è semplicemente troppo glifosato nel nostro approvvigionamento alimentare e nell’ambiente per riuscire a evitare ogni traccia di esso. Inoltre, fattori come l’invecchiamento e lo stress possono anche esaurire il glutatione, quindi anche un po ‘di esposizione al glifosato, se combinato con altri fattori, può farvi mancare questo maestro antiossidante.

Per fortuna, i ricercatori hanno trovato modi in cui è possibile invertire i suoi effetti quando si tratta di esaurimento antiossidante. L’integrazione con le vitamine C ed E può aumentare i livelli di glutatione e un altro importante antiossidante, il superossido dismutasi, riducendo il danno causato dal glifosato. È inoltre possibile ottenere la vitamina C da alimenti come peperoni rossi, fragole e arance.

La vitamina C può proteggere dagli effetti di altre sostanze chimiche sintetiche. 

Ad esempio, uno studio ha mostrato che l’assunzione di vitamina C prima dell’esposizione a un insetticida neonicotinoide noto come topi protetti da imidacloprid dallo stress ossidativo che provoca. I ricercatori ritengono che abbia questo effetto riducendo l’ossidazione dei grassi e aumentando i sistemi di difesa antiossidante del fegato.

Puoi anche scegliere alimenti che sono noti per aiutare a ridurre lo stress ossidativo nel tuo corpo e aumentare i livelli di glutatione. Quelli ricchi di zolfo, come cipolle, aglio e uova, sono un buon punto di partenza. Puoi anche iniziare a mangiare più verdure crocifere come cavoli, cavolfiori, cavoli e cavoletti di Bruxelles.

Il glifosato influisce sul sistema immunitario in diversi modi

Si potrebbe già essere consapevoli che il glifosato è stato collegato al linfoma non Hodgkin, che è un cancro del sistema immunitario . In effetti, una recente analisi ha rilevato che aumenta il rischio di cancro del 41 percento, nonostante l’insistenza di Monsanto, azienda della Roundup, che ci rassicura sulla sua non-pericolosità. Migliaia di persone con questa condizione stanno facendo causa alla compagnia; un ex difensore ha ricevuto 289 milioni di dollari di danni da una giuria l’anno scorso, anche se questo è stato successivamente ridotto a circa $ 78 milioni dopo che Monsanto ha fatto appello.

Un altro modo in cui il glifosato può compromettere la tua immunità è distruggere i batteri benefici nel tuo intestino, come il Lactobacillus e il Bifidobacterium. Questi utili batteri aiutano il tuo corpo ad assorbire i nutrienti, a produrre vitamine e acidi grassi e a neutralizzare le tossine, oltre a dare una spinta al tuo sistema immunitario.

Se vuoi aiutare a ripristinare i buoni batteri intestinali del tuo corpo, un passo che puoi fare è mangiare cibi fermentati come yogurt, crauti, kefir o kimchi. Dovresti anche mangiare cibi ricchi di polifenoli, come cioccolato fondente e cacao, tè verde, mirtilli e vino rosso.

Probabilmente sei esposto a più glifosato di quanto pensi , non importa quali misure prendi per ridurre al minimo la tua esposizione, l’aiuto di probiotici e vitamina C dovranno essere una priorità assoluta.

 

FONTE

NaturalNews.com

NaturalHealth365.com

Edition.CNN.com

non piangere

“Non Piangere!” : Ecco Perché Non Dirlo Al Bambino

InsanelyNews – Ecco il pensiero dell’educatrice Manuela Griso che ci spiega perchè dire “Non piangere” ad un bambino può risultare dannosa per la salute emotiva dello stesso

 

“Le persone emotive sanno bene che ci sono tantissime emozioni che entrano in contatto con il nostro essere più profondo. A volte ce ne sono alcune di cui non conosciamo nemmeno il nome. Ci sentiamo in balia di alcune sensazioni che non riusciamo a catalogare in una singola emozione e dunque ci sembra di essere persi. Siamo confusi, poco lucidi, per nulla razionali.

Il bambino piccolo si sente così molto spesso. Avverte ciò che sta capitando nel suo corpo e nel suo animo, non sa come descriverlo nè come esprimerlo, così va per tentativi ed errori, mettendo in pratica ciò che ha visto, sentito o ciò che gli viene naturale fare. Sulla base della reazione altrui tarerà la sua emotività e l’espressione della stessa. Se la sua reazione è stata socialmente accolta, si concederà di provarla ancora, altrimenti farà nuovi tentativi.

I genitori e gli insegnanti hanno il delicatissimo ruolo di essere l’abbraccio caldo e accogliente nel quale il bambino può sentirsi libero di essere, senza inibizioni.

Nell’esperienza di educatrice mi è capitato di sentire genitori dire al bambino: “Non devi piangere” , perché loro non sopportavano il pianto del bambino. Li faceva sentire in colpa (quando accadeva al distacco); inadeguati (quando capitava al ritorno a casa). Ma se imparassimo ad osservare con gli occhi dell’altro, del bambino in questo caso, capiremmo che egli non vuole giudicare noi, ma esprimere se stesso. Nel nostro perentorio “non piangere” esiste invece un giudizio insito che descrive il pianto come un’emozione negativa, da bannare. Non viene nemmeno spiegato il motivo.

Oppure viene sminuito il loro dolore con la frase :
“Non piangere perché non ce n’è motivo”.

Chi può dire quando c’è o non c’è motivo? “ Come fai tu (mamma, papà, insegnante) a dire che io non ho motivo di piangere? Quando la mia mamma(tu) va via mi sento solo, spaesato. Ho paura che lei possa non tornare mai più. Ho paura che non voglia stare con me, mentre io vorrei solo stare sempre e sempre con lei.”
Questa potrebbe essere la voce del bambino silente che vede andare via la sua mamma. Di fronte a questo diremmo ancora che non ha motivo di piangere?
Tu, mamma, gli diresti ancora “non devi piangere”?

 

A volte poi segue il “ricatto morale” : “Se smetti di piangere ti porto …..”

Questa è un’altra frase dannosa. Sminuisce i sentimenti del bambino, lo castra nella sua espressione e si pensa che un regalo, un cibo che gli piace o altro, possano “comprare” la sua finta serenità. Il più delle volte i bambini non si fanno comprare da questo, ma come sempre, è l’Amore che li guida. L’Amore per la mamma che gli chiede di non piangere, li porta a trattenere dentro di sè quella sofferenza tanto grande, ma sempre più piccola dell’amore che provano. E ci mostrano, ancora una volta, di essere loro i veri Maestri. Loro che senza giudizio ci accolgono in ogni dimostrazione del nostro essere. Quando siamo felici, tristi, arrabbiati, annoiati, malinconici, stanchi, euforici. Loro sono lì. Accanto a noi. E non si stufano mai.

Senza contare che dire ad un bambino “Se piangi non ti porto la sorpresa” ,

nel momento del distacco per esempio, fa sentire il bambino incompreso, confuso e insicuro. Con quella frase castrante, mostriamo al bambino anche una totale sfiducia nei confronti di chi lo accudirà quando noi saremo via. Se devo darti un premio o una punizione  per far sì che tu ti convinca a stare in un posto, vuol dire che è un posto brutto, nel quale non si può trovare altro motivo (gioioso) per cui valga la pena restare.

Stessa cosa, pericolosissima, sul cibo:“Se mangi tutto ti porto…”

Il bambino perderà presto il gusto del cibo. Mangerà per conquistare non solo la sorpresa, ma per far contenta la mamma (o il papà) , senza curarsi di ciò che realmente desidera.

Castrare l’espressione delle emozioni è pericolosissimo. I danni che si provocano possono diventare irreparabili.

Un bambino “emotivamente rotto”, è un bambino a cui viene tolta l’essenza.

Tutta la naturalezza, la spontaneità, la spensieratezza. Diviene adulto nel corpo di un bambino e ne risulta un uomo spezzato. Mente, corpo e anima devono viaggiare alla stessa velocità.
Negare un’emozione o reprimerla, porterà il bambino a chiudersi in se stesso, a non esprimere più i suoi stati d’animo, generando così un malessere sempre più profondo, fino alla totale perdita di identità.
Così come la tristezza o la paura, anche la rabbia viene rifiutata. Sento spesso dire: “Non devi arrabbiarti, non hai motivo”
Stesso copione per  situazioni differenti.
Perché le emozioni forti come rabbia, paura, tristezza vengono vissute (dall’adulto) come emozioni negative, che fanno soffrire e quindi da evitare. In realtà tutte le emozioni hanno il loro compito.

La paura ha una funzione protettiva.

È l’amigdala che contiene questo lato così vulnerabile di noi, che ci ha portato però alla salvezza quando eravamo cavernicoli. La paura viene quando avvertiamo un pericolo. Se ho paura o fuggo o mi blocco. In ogni caso agisco per la mia salvezza.

La rabbia serve a tutelare noi stessi.

Ci arrabbiamo quando ci sentiamo minacciati, non rispettati, offesi. La rabbia ci aiuta a ricordarci che ci siamo anche noi e che dobbiamo ascoltarci.

La tristezza permette al cuore di lasciarsi andare, di rilassarsi. 

Ci consente di apprezzare la Gioia e di essere sempre accarezzati da una mano amica.

Le emozioni che noi consideriamo negative sono in realtà la nostra salvezza.

Permettiamo ai bambini di essere loro stessi, di esprimere le loro emozioni, qualunque esse siano.Accogliamoli a braccia aperte, non lasciamoli in balia della confusione emotiva. Facciamoli  sentire amati per qualsiasi emozione essi racchiudano in sè. Siamo fatti di tanti piccoli pezzi che insieme creano quel tutt’uno  che fa di noi gli esseri unici e speciali che siamo. Impariamo da loro ad accettarli così come sono e ad amarli proprio per questo, come loro fanno con noi.”

“L’uomo è come un oggetto fabbricato a mano: ognuno è diverso dall’altro, ognuno ha un proprio spirito creatore che ne fa un’opera d’arte della natura.”M.Montessori “Il segreto dell’infanzia”

 

 

FONTE

psicofarmaci

Il Prof. Joseph L. Biederman confessa: “approvavo psicofarmaci ai bambini con test fasulli”

InsanelyNews – Il Prof. Joseph L. Biederman, luminare della psichiatria, confessa “approvavo psicofarmaci ai bambini con test fasulli. Mi pagavano le Big Pharma”!

DENUNCIATO UNO DEI MASSIMI SPONSOR SCIENTIFICI DELLA SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI AI BAMBINI: ERA A LIBRO PAGA DELLE MULTINAZIONALI DEL FARMACO

UN ALTRO SCANDALO TRA MEDICI E CASE FARMACEUTICHE
Il Prof. Joseph L. Biederman, professore di psichiatria presso la Harvard Medical School e direttore dell’Istituto di Psicofarmacologia pediatrica presso il Massachusetts General Hospital di Harvard, uno dei più autorevoli sostenitori al mondo della terapia a base di psicofarmaci sui bambini per problemi della Condotta e Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD), è a libro paga di una multinazionale farmaceutica.

GRAZIE A LUI BAMBINI IN TUTTO IL MONDO PRENDONO QUESTI PSICOFARMACI

A lui si deve in larga misura se a bambini di due anni è stata fatta diagnosi didisturbo bipolare e se sono stati trattati con un potente cocktail di farmaci,molti dei quali mai approvati per tale patologia dalla Food and Drug Administration (FDA) e nessuno dei quali autorizzato per minori di dieci anni.
L’esperto, sui cui lavori scientifici si basano anche in Italia molte strategie terapeutiche sui minoripubblicava studi clinici in teoria ‘indipendenti’ sull’efficacia dei farmaci, e contemporaneamente incassava denaro per consulenze private da parte dei produttori dei farmaci.

DENUNCIA DEL NEW YORK TIMES

L’autorevole quotidiano americano New York Times ha diffuso la notizia secondo la quale il Dott. Joseph Biederman, uno dei massimi esperti mondiali sul disturbo bipolare, aveva presentato i risultati dei propri trials clinici sull’efficacia del Risperidone a esponenti della Johnson & Johnson, azienda produttrice dell’antipsicotico ‘Risperdal’, prima ancora di iniziarli.

L’esperto, che ha redatto molte delle linee guida a livello internazionale che regolano la somministrazione di antipsicotici ai bambini, utilizzati anche su bambini iperattivi e distratti, citava apertamente e con certezza – in via anticipata – il fatto che le sperimentazioni di questa molecola sui minori avrebbero dato esito positivo.

Gli inquirenti hanno inoltre esibito email e documenti interni della multinazionale farmaceutica che dimostrano come la società intendesse servirsi del suo rapporto privilegiato con il dottor Biederman per aumentare le vendite degli psicofarmaci, incluso il famoso ‘Concerta’ (metilfenidato, stesso principio attivo del Ritalin), psicofarmaco per la sindrome “ADHD” (Iperattività e Deficit di Attenzione), con studi pilotati atti a ridimensionare i pericoli di effetti collaterali sui piccoli pazienti.
Il medico, che è al centro di una vera e propria bufera mediatica e giudiziaria, anche per non aver saputo spiegare in modo convincente la provenienza di ingenti somme in dollari sui propri conti bancari personali, ha tardivamente redatto una lettera di scuse e di assunzione di responsabilità, firmata con altri due colleghi coinvolti nell’inchiesta, che sta circolando in ambiente medico.

14 MILIONI DI BAMBINI SOTTO PSICOFARMACI NEGLI USA E SI COMINCIA ANCHE IN ITALIA

Come afferma Andrea Bertaglio autore di Medicina Ribelle. Prima la salute poi il profitto “Dalla Seconda Guerra Mondiale in avanti, negli Stati Uniti, il numero delle malattie psichiche diagnosticate è passato da 26 a 395, e ormai ai bambini si danno psicofarmaci come caramelle. Oltreoceano hanno superato l’impressionante numero di14 milioni quelli in terapia con psicofarmaci per il controllo delle più svariate sindromi del comportamento: dal miglioramento delle performance scolastiche, al controllo dell’iperattività sui banchi di scuola, alle lievi depressioni adolescenziali. E non è un problema solo americano. In Germania sono stati rilasciati lo scorso anno i dati dei bambini diagnosticati iperattivi e quindi probabilmente destinati a terapie farmacologiche: sono 750.000. In Francia, invece, quasi il 12% dei bimbi inizia la scuola elementare avendo già assunto una pastiglia di psicofarmaco. Vi sembra normale?

LE MULTINAZIONALI GUADAGNANO 150.000 DOLLARI AL MINUTO CON GLI PSICOFARMACI

Il Big Pharma (l’appellativo dato all’industria farmaceutica) impiega un terzo dei ricavi e un terzo del personale per collocare nuovi medicinali sul mercato. Solo negli Stati Uniti, tra il 1996 e il 2001 il numero dei venditori di farmaci è cresciuto del 110%, passando da 42.000 a 88.000 agenti. Non solo, per promuovere i suoi nuovi prodotti questo settore spende ogni anno da 8000 a 13.000 euro per ogni singolo medico. Per quanto riguarda la vendita di psicofarmaci, visto che ne abbiamo parlato poco fa, secondo alcune stime i loro produttori hanno una fetta di mercato da cui incassano 80 miliardi di dollari ogni anno: sono più di 150.000 dollari al minuto.
Domandiamoci se veramente questi medicinali hanno fatto o stanno facendo bene ai nostri bambini. E fare bene non significa anestetizzare.
brasile crollo diga

Brasile: il crollo della diga

 InsanelyNews: Crollo della diga in Brasile. Estenuante battaglia contro gli eventi climatici.

 

 

Le riprese dall’alto della zona colpita dall’inondazione dopo il crollo della diga.

 

Il presidente del Brasile Bolsonaro si è recato sul posto. Proseguono senza tregua la ricerche dei dispersi anche se sembra sempre più difficile che qualcuno sia riuscito a sopravvivere dopo il disastro.

 

fonte

 

reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza: requisiti e informazioni

InsanelyNews – A partire dal 6 marzo è possibile presentare la richiesta per accedere al Reddito di Cittadinanza.

Il reddito di cittadinanza è un aiuto destinato a chi è momentaneamente in difficoltà per formarsi, trovare lavoro e tornare attivo nella società.

 

Chi ne ha diritto?

Possono richiederlo:
cittadini italiani, europei, lungo soggiornanti,
residenti in Italia da almeno dieci anni,
di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Per accedere al Reddito di Cittadinanza è necessario avere alcuni requisiti

Per esempio:
Il tuo ISEE aggiornato
deve essere inferiore a 9.360 euro annui,
Il tuo patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa,
non deve superare i 30.000 euro
E il tuo patrimonio finanziario deve essere inferiore ai 6.000 euro.
Il limite cambia se il tuo nucleo familiare è numeroso
o se conta persone con disabilità.
Nessuno dei componenti familiari deve aver lasciato il lavoro
a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi precedenti.
Sul sito del Reddito di Cittadinanza trovi tutti i requisiti di accesso.
Se accedi al Reddito di Cittadinanza,
il beneficio economico varierà in base al reddito,
alle spese per affitto o mutuo e alla composizione della tua famiglia.
Vediamo alcuni esempi.
Se vivi da solo
potrai ricevere fino a 780 euro al mese.
Se la tua famiglia è composta da due adulti
e due figli ancora minorenni, potrai ricevere fino a 1.180 euro,
o fino a 1.280 se uno dei due figli è maggiorenne.

 

Come si richiede

Puoi presentare la domanda
a partire dal 6 marzo
direttamente on line sul sito Redditodicittadinanza,
presso tutti gli Uffici Postali
oppure in un qualunque CAF.

Ricorda che per richiedere il Reddito di Cittadinanza dovrai avere un ISEE aggiornato da richiedere ai CAF oppure on line sul sito dell’INPS.

Inoltre, se vuoi presentare la domanda online
dovrai possedere l’Identità Digitale
attivando il Sistema Pubblico di Identità Digitale
presso uno degli Identity Provider accreditati.

Richiedi subito le tue credenziali SPID:
Vai sul sito dell’AGID e informati su come ottenerle.

Ti consigliamo, pertanto, di preparare tutta la documentazione
per essere pronto a cogliere questa opportunità.
Per tutte le richieste presentate l’INPS verificherà l’esistenza dei requisiti necessari.
Se la domanda sarà accettata, ti sarà comunicato, a fine aprile,
quando e in quale ufficio postale
potrai ritirare la carta del Reddito di Cittadinanza
sulla quale saranno via via caricate le varie mensilità.

Dopo l’accettazione, sarai contattato dai Centri per l’Impiego o dal Comune
per avviare la tua formazione e l’inserimento lavorativo
o un programma di inclusione attiva.

Ricorda che hai tempo fino al 31 marzo
per presentare la domanda per maturare il contributo già dal mese di aprile.

Reddito di cittadinanza.
Una rivoluzione per il mondo del lavoro.

nervovago

Nervo Vago: funzioni, disfunzioni, l’efficacia dell’ostepatia

InsanelyNews – Si chiama Nervo Vago (dal latino vagus, vagabondo, errante) per il suo lungo e intricato percorso all’interno del corpo umano. Vaga iniziando il suo cammino dal midollo allungato e portandosi, tramite il foro giugulare, fin verso il torace e l’addome.

Viene chiamato anche Nervo X (ovvero 10 secondo il sistema di numerazione romano) perché rappresenta la decima delle dodici paia di nervi del cranio che hanno origine dal tronco encefalico. In effetti, più che di Nervo Vago, si dovrebbe parlare di nervi vaghi: sono due, destro e sinistro, i più lunghi e ramificati tra i nervi encefalici e tra i più importanti.

Un secondo sinonimo è Nervo pneumogastrico, riferito a due importanti innervazioni di questo nervo: quella dei polmoni e dello stomaco.

C’è tanto da dire al riguardo: caratteristiche, funzioni, percorso, sintomi e disturbi funzionali associati al Nervo Vago infiammato, alterato o compresso. La cura è complessa ma possibile nel campo dell’Osteopatia.

 

Nervo Vago: caratteristiche e funzioni

E’ il principale nervo parasimpatico, il maggiore tra i nervi viscerali (con fibre 4 volte più numerose di quelle efferenti). E’ misto nel senso che vanta una funzione sia motoria sia sensitiva.

Dalla scatola cranica passa attraverso il collo grazie al foro giugulare per, poi, giungere al torace dove ‘vaga’ per i visceri, passando per quasi tutti gli organi, specie quelli digestivi (esofago, stomaco, intestino, colon traverso) ma anche cuore, polmoni. Controlla tutta la muscolatura liscia, anche alcuni muscoli scheletrici (della laringe, i costrittori faringei).

 

 

Quali sono le sue principali funzioni?

 

Stimola la produzione di acido gastrico, regola i movimenti compiuti da stomaco e intestino in fase di digestione (peristalsi gastrointestinale). Controlla la frequenza cardiaca, la sudorazione, certi movimenti della bocca (muscoli del palato e della respirazione compresi), riceve sensazioni dall’orecchio esterno (in collegamento al nervo di Alderman.

Favorisce non solo la digestione ma anche le funzioni di relax (oltre che il rilassamento muscolare) attraverso l’input del Sistema Nervoso Parasimpatico.

Fa anche di più: stimola funzioni di recupero come quella del sistema immunitario, produce effetti antinfiammatori grazie alla produzione di acetilcolina. Informa il nostro cervello di tutto ciò che succede nei visceri: è lui che ci fa sentire il mal di pancia, ad esempio. E’ anche coinvolto nella trasmissione dello stimolo della fame o della sazietà ed è un vasodilatatore periferico.

Il Nervo Vago è l’unico che innerva organi toracici e addominali. Grazie alle sue fibre nervose innerva il condotto uditivo esterno, laringe, faringe, trachea, bronchi, polmoni, cuore, esofago, grossi vasi sanguigni, stomaco, milza, pancreas e intestino.

A sua volta, il Nervo X viene controllato dalla respirazione: ad esempio, un’eccessiva ventilazione o l’apnea possono incidere sul suo funzionamento.

Alcune sue funzioni sono state esplorate, altre sono ancora da scoprire.

 

 

Nervo Vago infiammato o alterato: i sintomi

Considerando la complessità delle sue funzioni, il Nervo Vago alterato, irritato, compresso, mal funzionante può essere responsabile di numerosi sintomi anche molto diversi tra loro:

Problemi di digestione (nausea, gonfiore intestinale o gastrico, acidità e bruciori di stomaco);
Stipsi cronica o diarrea;
Emicrania, dolore cervicale, collo rigido, mal di testa;
Stanchezza, sonno poco riposante;
Senso di svenimento, vertigini, sbandamento;
Abbassamento della pressione;
Tachicardia, extrasistole, battiti cardiaci irregolari o accelerati;
Mani e piedi freddi;
Senso di oppressione alla nuca e alle orbite perioculari (attorno agli occhi);
Infiammazioni di vario tipo;
Disturbi alla tiroide;
Sindrome di Ménière;
Senso di nodo alla gola, difficoltà di deglutizione;
Insonnia;
Eccessiva sudorazione o salivazione;
Insensibilità o formicolio (ad un solo lato) del cuoio capelluto;
Rossori in viso;
Crampi del cardias (bocca dello stomaco) e del piloro (che collega stomaco ed intestino tenue).

Principali disturbi funzionali associati al Nervo Vago

Fra i disturbi funzionali associati ad una disfunzione del Nervo Vago (non dovuti ad alterazioni organiche ma alla sensibilità e motilità viscerale), ritroviamo la sindrome gastro-cardiaca (o di Roemheld) che si manifesta con dolori al petto, tachicardia, senso di soffocamento dovuti all’eccesso di aria nello stomaco (bolla gastrica).

Il gonfiore allo stomaco spinge in alto e stira il diaframma che, a sua volta, sposta il cuore. Succede soprattutto dopo aver consumato pasti abbondanti a base di cibi grassi e la sintomatologia si risolve dopo qualche ora o dopo aver eruttato più volte.

La bolla gastrica potrebbe essere responsabile anche di esofagite, gastrite, calcolosi della colecisti, duodenite, ernia dello iato esofageo che, a loro volta, provocano aritmie, extrasistoli, tachicardia, fibrillazione atriale.

Se la funzionalità del Nervo Vago è compromessa a causa di un processo degenerativo articolare (ad esempio, artrosi cervicale), si scatena tutta una serie di sintomi che incidono sui principali organi del corpo e che sembrano non avere nulla a che fare con l’artrosi.

Cura Nervo Vago: lavoro complesso ma possibile per l’Osteopata

Un valido aiuto nella cura del Nervo Vago infiammato, compresso o alterato arriva dall’Osteopatia, una tecnica diagnostica e terapeutica che interviene attraverso la manipolazione viscerale, fasciale, strutturale per migliorare il benessere dell’organismo. Agisce per ripristinare equilibrio ed armonia su tutto il corpo, non soltanto su determinate parti e lo dimostra, in particolare, intervenendo sulla disfunzione di questo nervo.

La terapia tradizionale dei sintomi è generalmente complessa perché deve vedersela non con una specifica patologia ma con una reazione del sistema nervoso autonomo parasimpatico legato al Nervo Vago il quale non fa altro che collegare il sistema nervoso centrale alle funzioni vitali periferiche (automatiche). Sapete, ormai, quanti organi e strutture controlla questo nervo (sfera viscerale, ritmo cardiaco e respiratorio, rilassamento, stato di sonno o di veglia, ecc.). Se funziona male si vanno a creare squilibri di tutte queste vitali attività.

La terapia farmacologica tenta di limitare o sollecitare l’attività del sistema nervoso parasimpatico per controllare i sintomi (tachicardia, ansia, crisi respiratorie, vertigini, ecc.) ma non riesce ad intervenire sulle cause.

L’Osteopatia si occupa di risolvere questi problemi se sono di natura funzionale attraverso la manipolazione di strutture collegate al decorso del nervo.

Disfunzioni del Nervo Vago: i trattamenti osteopatici
L’Osteopatia ha il grande dono di scovare la causa primaria di un disturbo o patologia e di trattarla per stimolare l’organismo verso un naturale processo di auto-guarigione e riequilibrio.

L’Osteopata lavora sulle strutture toccate dal nervo. In che modo?

Ripristina le sue funzioni sbloccando gli impulsi diretti che arrivano agli organi bersaglio attraverso di esso. Per ripristinare una corretta digestione, ad esempio, potrebbero bastare determinate pressioni o trazioni sui muscoli della nuca o del collo.

Risultano utili anche le manovre articolari in corrispondenza delle prime due vertebre cervicali: questo tipo di manipolazione serve a creare maggiore mobilità sotto la clavicola e sopra la prima costa (due aree attraversate dal nervo).

Può agire anche sulla gabbia toracica, curare in modo efficace i dolori alle ossa, articolazioni e visceri (anche di natura nervosa) concentrandosi sul sistema cranio-sacrale.

Tratta manualmente le vertebre cervicali e dorsali per migliorare la funzione cardiaca e polmonare, la pressione arteriosa.

Per il trattamento del Nervo Vago, l’Osteopata segue questo programma, nell’ordine:

Libera il tentorio del cervelletto;
Prosegue liberando il foro giugulare;
Sblocca la guaina vascolo-nervosa del collo;
Distende lo SCOM (sternosleidooccipitomastoideo), il muscolo deputato ai movimenti di rotazione, torsione e inclinazione del capo;
Distende il muscolo omoioideo del collo.
Oltre alle manipolazioni, l’Osteopata vi consiglierà anche una giusta alimentazione, uno stile di vita corretto e ginnastica posturale per sbarazzarvi delle costrizioni.

 

 

Fonte

Donald Trump intercettato da Cina e Russia

L’iphone del presidente degli Stati Uniti è stato intercettato e lui continua a usarlo per telefonare ai suoi amici, scrive il New York Times, e non vuole sentire ragioni

I servizi segreti della Cina e della Russia spiano regolarmente le telefonate che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, effettua tramite il suo iPhone personale ignorando le molte richieste di maggiori cautele da parte dei suoi consiglieri e dell’intelligence statunitense, che gliene hanno fortemente sconsigliato l’utilizzo. Le pratiche di comunicazione poco sicure seguite da Trump e i rischi per la sicurezza nazionale sono stati raccontati dal New York Times in un lungo articolo basato sulla testimonianza di collaboratori della Casa Bianca e dei servizi segreti, frustrati dalla noncuranza con cui Trump utilizza smartphone che possono essere facilmente intercettati.

Trump ha tre iPhone: due modificati dall’NSA – l’agenzia governativa che si occupa della sicurezza informatica – per ridurre i rischi di intercettazioni, e uno personale sul quale non ci sono particolari limitazioni e che è quindi la principale fonte di preoccupazione per l’intelligence statunitense e i collaboratori del presidente. Il terzo iPhone viene usato da Trump perché, a differenza degli altri due, dà la possibilità di mantenere una rubrica con i numeri di telefono.

I due iPhone modificati dall’NSA sono predisposti rispettivamente per utilizzare Twitter e alcune altre applicazioni, e per effettuare telefonate. Le loro funzionalità sono molto limitate, compresa l‘impossibilità di mantenere una lista dei contatti, e per questo Trump ne utilizza un terzo, personale, con il quale fa sostanzialmente ciò che vuole. Non potendogli impedire di usarlo, e non essendo mai riusciti a convincere Trump a usare la linea fissa e protetta della Casa Bianca, i suoi assistenti si limitano ormai a sperare che il presidente non diffonda informazioni riservate durante le chiamate ai suoi amici che potrebbero essere intercettate, spiega il New York Times.

Trump sembra snobbare quasi completamente i rischi che comporta l’uso di un normale smartphone per le sue attività, e ignora diverse altre regole pensate per ridurre i pericoli. I protocolli di sicurezza prevedono che il presidente cambi i propri smartphone ogni 30 giorni, evitando che vengano utilizzati per tempi più lunghi cellulari che potrebbero essere stati compromessi. Le fonti consultate dal New York Times dicono che questa pratica non viene quasi mai seguita, perché a Trump non piace che si perdano per strada i dati salvati sui telefoni, che non possono essere trasferiti da un modello all’altro proprio per il rischio di importare eventuali malware nei nuovi.

L’accesso limitato ai mezzi di comunicazione diretta è un problema con il quale devono fare i conti da tempo i presidenti degli Stati Uniti, e più in generale tutti i capi di stato e di governo. A Barack Obama, il predecessore di Trump, fu concesso l’utilizzo di un iPhone solamente durante il suo secondo mandato (prima utilizzava un BlackBerry modificato), ma lo smartphone era pesantemente limitato: non poteva effettuare chiamate, non poteva ricevere email se non da una particolare selezione di contatti, non aveva fotocamera e microfono, non poteva essere usato per scaricare applicazioni a discrezione di Obama e aveva il sistema di invio degli SMS disabilitato. Raccontando le limitazioni del suo iPhone, durante un’intervista televisiva al Tonight Show di Jimmy Fallon nel 2016, Obama disse: “È un gran telefono, il migliore sulla piazza, ma non scatta foto e non ti fa mandare messaggi. La funzione telefono non è attiva, non puoi nemmeno ascoltarci la musica. Hai presente i telefoni giocattolo dei bambini di 3 anni? Una cosa del genere”.

L’iPhone che Trump usa per Twitter non usa la rete cellulare e si può collegare a Internet solamente tramite WiFi. Il problema però è il modo in cui viene utilizzato da Trump: dovrebbe collegarsi solamente a reti wireless fidate e sicure, ma sembra ci siano state occasioni in cui ne abbia usate di meno affidabili. A questo si aggiungono dimenticanze e trascuratezze: nel 2016 Trump dimenticò il suo iPhone su un golf cart in un campo da golf nel New Jersey, rendendo necessaria una ricerca su larga scala del suo telefono che rischiava di rimanere perduto per sempre, con dentro i dati del presidente degli Stati Uniti.

L’articolo del New York Times non spiega però nel dettaglio quali possano essere le tecniche utilizzate dai servizi segreti cinesi e russi per intercettare le telefonate di Trump, limitandosi a questa descrizione:

Le chiamate effettuate dal telefono sono intercettate mentre viaggiano da un ripetitore ai sistemi via cavo ai centralini, che costituiscono le reti di telefonia a livello internazionale. Le chiamate effettuate da qualsiasi cellulare – che sia iPhone, Android o vecchi modelli Samsung – sono vulnerabili.

La descrizione è molto generica – forse volutamente, per non offrire troppi dettagli: per prassi articoli del genere non contengono mai informazioni che possano minare la sicurezza nazionale – o forse perché è contemplata la possibilità che siano impiegati più sistemi per intercettare Trump. Alex Stamos, ex responsabile della sicurezza di Facebook, ha scritto su Twitter che le intercettazioni potrebbero avvenire sfruttando una non meglio definita vulnerabilità del sistema “Voice over LTE” (VoLTE), cioè sfruttando la rete 4G per effettuare anche le chiamate vocali con una migliore qualità audio. Stamos ha però ricordato che a oggi non ci sono sistemi noti per decifrare le chiamate su LTE, anche se questo non esclude che esistano soluzioni per farlo e che le intelligence di alcuni governi ne siano a conoscenza.

A prescindere dai sistemi utilizzati nella pratica da Cina e Russia, l’articolo del New York Times è stato accolto con toni preoccupati da parte di numerosi esperti di sicurezza informatica e nazionale negli Stati Uniti. In misura diversa, buona parte dei governi del mondo si spiano a vicenda, ma ognuno di loro segue comunque alcune precauzioni per mitigare i rischi. Le linee fisse della Casa Bianca, per esempio, offrono maggiori tutele e sicurezza, ma Trump non è sempre disposto a utilizzarle, soprattutto quando vuole fare chiamate personali con amici e personaggi con cui mantiene gli affari di famiglia e di cui non vuole sia mantenuta traccia.

Il lavoro più intenso di spionaggio delle telefonate avviene da parte del governo cinese, scrive sempre il New York Times. Già in passato, con altri presidenti, la Cina aveva provato a sfruttare le loro reti di conoscenze per influenzarne le politiche, in modo da trarre qualche vantaggio soprattutto sul piano commerciale. La possibilità di accedere direttamente a ciò che Trump dice al telefono ad amici e conoscenti amplifica queste capacità, consentendo alla Cina di avere un maggiore controllo nelle proprie tattiche d’influenza.

L’obiettivo del governo cinese nell’ultimo periodo è stato quello di evitare una continua escalation nella cosiddetta “guerra commerciale” tra Stati Uniti e Cina, avviata dallo stesso Trump con la decisione di imporre dazi su numerosi beni importati dal mercato cinese. L’idea è che, grazie alle intercettazioni e all’influenza di alcuni conoscenti, si possa tenere sotto controllo la situazione evitando danni più gravi al sistema economico. Secondo le fonti consultate dal New York Times, il governo russo mantiene invece un controllo più rudimentale, considerati i buoni rapporti personali tra il presidente russo, Vladimir Putin, e lo stesso Trump. Gli interessi della Russia sarebbero al momento già tutelati a sufficienza, non rendendo necessarie attività di influenza come quelle tentate dal governo cinese.

Fonte https://www.nytimes.com/2018/10/24/us/politics/trump-phone-security.html

Pensioni quota 100 in arrivo… bye bye Fornero!

PENSIONI Quota 100 quanto verrà tagliato l’assegno.

L’assegno previdenziale in caso di pensione con quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi e via dicendo) che penalizzazione avrà? Secondo le stime del Sole 24 Ore (by Tabula, la società di ricerca di Stefano Patriarca) dovrebbe essere dal 5% al 21%. E il 21% è il limite massimo di riduzione sull’assegno: nelle proiezioni, verrà applicato a un operaio 62enne con uno stipendio netto di circa 1.600 euro e con cinque anni e tre mesi di anticipo sul ritiro dal lavoro. Minore è invece la penalizzazione se lo stesso operaio anticipa di solamente un anno e tre mesi la pensione grazie a quota 100: in questo caso si scende all’8%. E ancora. Un impiegato 64enne con una retribuzione mensile da 2mila euro netti se va in pensione con un anticipo da uno a tre anni avrà una riduzione dell’assegno dal 5% all’11%. Specifichiamo: le proiezioni sull’assegno di quota 100 pensioni si basano su quanto emerso sio ad oggi, in attesa del testo definitivo della legge di bilancio – che arriverà entro fine mese – che potrebbe modificare leggermente la situazione.

PENSIONI Quota 100 ecco chi andrà in pensione (e chi no). 

Pensioni QUOTA 100 parte a febbraio 2019: Fornero addio. Ma con un dubbio: quanti pensionati ‘anticipati’ porterà in dote? Luigi Di Maio, ospite a Porta a Porta, ha parlato di 500mila persone che, grazie alla riforma (e alle quattro finestre l’anno previste) potranno lasciare il lavoro anticipatamente. Ricordiamo che nella  bozza della manovra, arrivata alla Commissione Ue, si parla di una soglia minima di contributi di 38 anni per raggiungere il totale di 100 tra età e versamenti (ribadiamo altresì quindi che la logica del 64+36 e 63+37 non vale: sia a 63 anni che a 64 anni si andrà in pensione solo con 38 anni di contributi previdenziali e quota 100 diventerebbe quota 101 o quota 102). La società Tabula aveva fatto due simulazioni su quante persone sarebbero potute andare in pensione. Tale simulazione era stata fatta prima che venisse pubblicato il documento programmatico del governo. Nella prima (47,5 anni di contributi minimi per uscire dal lavoro), a beneficiare della riforma delle pensioni con quota 100 sarebbero state 660mila persone. Ma non pare la situazione che avverrà. La seconda che partiva con un’età di 62 anni per andare  in pensione parlava di 350mila persone, con un costo per lo stato di 8,5 miliardi il primo anno e 11 miliardi a regime. Resta poi aperta una seconda questione: quanto si perde nell’assegno pensionistico usufurendo di quota 100? Un dipendente pubblico che va in pensione con ‘quota 100’ potrebbe perdere fino a 500 euro al mese, aveva detto il presidente dell’Inps Tito Boeri durante un’audizione alla Commissione Lavoro alla Camera. “Un lavoratore pubblico che va in pensione adesso con 62 anni e 38 di contributi, rispetto che andare con una pensione piena a 67 anni – ha detto – molto approssimativamente potrebbe perdere 500 euro al mese”. Ma anche su queste cifre non c’è assolutamente nulla di confermato e solo le prossime settimane chiariranno meglio i contorni e le cifre della cosiddetta quota 100 pensioni.

PENSIONI QUOTA 100 E ABBATTIMENTO DELLA FORNERO: I NUMERI POSSIBILI 

infografica ipotesi pensioni

Pensioni quota 100 “accelererà turn over generazionale”, parla Tria 

Pensioni quota 100 farà ripartire l’economia. Ecco perché. La Riforma Fornero, oltre ad “aver ridotto la crescita del Pil” nei primi anni dalla sua introduzione nel 2011, “ha determinato” altri “problemi nel breve periodo”, tra cui il rallentamento “del naturale turn over” generazionale. Ne e’ convinto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, secondo il quale “le esigenze di oggi richiedono una riposta nuova e un’accelerazione del turn over per permettere l’ingresso di nuove competenze” nel mercato del lavoro. Pertanto con la riforma delle Fornero con l’introduzione di quota 100, ha aggiunto Tria dal palco dell’assemblea di Assolombarda, si punta a un “ricambio generazionale che permettera’ di fare inserire o almeno di facilitare l’ingresso di nuove competenze nel mondo del lavoro”.

PENSIONI, SALVINI: FINALMENTE STIAMO ABBATTENDO LEGGE INFAME 

Pensioni, l’ho detto per tanti anni, finalmente posso farlo: la legge infame la stiamo abbattendo. Con quota 100 dal 2019 restituiremo a 400mila italiani il loro tempo e i loro affetti. Non riusciamo a fare tutto e subito, ma il nostro obiettivo e’ sempre quello: il diritto alla pensione e alla vita e’ sacrosanto! Dalle parole ai fatti. #StopFornero“. Lo scrive su facebook Matteo Salvini, ministro dell’Interno.

Pensioni Quota 100: 4 finestre di uscita e 4 opzioni. Ecco quali 

Pensioni: arriva quota 100 per consentire il pensionamento anticipato con 62 anni di eta’ e 38 di contributi. Le finestre di uscita di quota 100 saranno quattro.  Il requisito dei 38 anni di versamenti resta fermo nel caso si abbiano età superiori. Quindi a 63, 64, 65 e 66 anni d’età la quota diventa rispettivamente 101 (63+38), 102, 103 e 104. La misura costa circa 6,7 miliardi. A 67 anni si potrà continuare a uscire secondo le regole della pensione di vecchiaia, cioè avendo almeno 20 anni di contributi. Quota 100 avrà quattro finestre annuali, una ogni tre mesi. Chi avrà i requisiti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà l’assegno a luglio, e così via. Quota 100 partirà a febbraio, hanno fatto sapere i rappresentanti del Governo Lega-M5S. 

PENSIONI, PROROGA OPZIONE DONNA 

Sempre in tema di pensioni per le donne si proroga ‘Opzione Donna’, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione.

PENSIONI, TAGLIO PENSIONI D’ORO SOPRA 4.500 EURO

Taglio sulle pensioni d’oro sopra i 4.500 euro netti mensili. Dalla stretta sugli assegni piu’ elevati il governo punta a risparmiare un miliardo in tre anni.

Fonte : http://www.affaritaliani.it/sport/pensioni-news/pensioni-quota-100-quanto-verra-tagliato-l-assegno-pensioni-news-567785.html?refresh_ce

Generoso Maraia nell’uninominale. Tra i maggiori eletti in Campania

[InsanelyNews] Eletti M5S Camera e Senato: primo partito con oltre il 32 per cento, il movimento pentastellato si è assicurato 221 seggi alla Camera

133 in base alla quota proporzionale e 88 seggi in base alla quota uninominale.

Per quanto riguarda il Senato, invece, sono 112 i seggi assicurati: 44 in base alla quota uninominale e 68 in base alla quota proporzionale.

Lo tzunami del Movimento Cinque Stelle in Irpinia e Campania spazza via gli altri partiti. Ben cinque eletti tra Camera e Senato: Michele Gubitosa (Avellino) e Generoso Maraia (Ariano Irpino) nei collegi unnominali e Carlo Sibilia e Maria Pallini nel listino proporzionale.
Riconferma, però con passaggio dal Senato alla Camera, per Cosimo Sibilia di Forza Italia.
Nel Partito Democratico eletto il capolista del proporzionale Umberto Del Basso De Caro.
Doccia fredda invece sul quinto seggio strappato a vantaggio di Salerno e sul quale confidavano uno tra il candidato della Lega Nord Marco Pugliese e il capolista di Fratelli d’Italia, il sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo.
Al Senato approda per il Movimento Cinque Stelle Ugo Grassi, eletto nel collegio uninominale Avellino-Ariano Irpino.

 

 

UNINOMINALE CAMERA: GLI ELETTI

Per il proporzionale i nomi non sono del tutto ufficiali e bisognerà valutare le possibili rinunce e i calcoli diversi nell’ultima versione del Nominale, mentre per l’uninominale i nomi sono blindati, sia alla Camera che al Senato.

Partiamo da Palazzo Montecitorio, dove il M5S ha ottenuto grandi risultati, ben superiori alle elezioni del 2013: se al Nord gli eletti sono pochi, con il Centrodestra che ha fatto razzia, al Sud come vi abbiamo già detto c’è stata l’en plein.

Ecco gli eletti al Sud del M5S: Salvatore Micillo, Luigi Di Maio, Vincenzo Spadafora, Andrea Caso, Doriana Sarli, Rina De Lorenzo, Raffaele Bruno, Roberto Fico, Silvana Nappi, Gianfranco Di Sarno, Luigi Gallo, Catello Vitiello, Angela Ianaro, Generoso Maraia, Michele Gubitosa, Antonio Del Monaco, Giuseppe Buompane, Nicola Grimaldi, Virginia Villani, Nicola Provenza, Nicola Acunzo.

 

Questo, invece, l’elenco dei candidati in Sicilia, dove il M5S ha ottenuto più eletti che seggi disponibili: Leonardo Salvatore Detto Aldo Penna, Giorgio Trizzino, Roberta Alaimo, Vittoria Casa, Giuseppe Detto Mongiovì Chiazzese, Piera Aiello, Dedalo Cosimo Gaetano Detto Dedalo Pignatone Pignatone, Michele Sodano, Vita Martinciglio, Francesco D’Uva, Mattia Villarosa, Andrea Giarrizzo, Giulia Grillo, Maria Laura Detta Laura Paxia, Simona Suriano, Eugenio Saitta, Marialucia Lorefice, Maria Marzana, Paolo Ficara.

UNINOMINALE SENATO: GLI ELETTI

Questo, invece, l’elenco di tutti i senatori M5S eletti al Senato: Mattia Crucioli in Liguria; Donatella Agostinelli, Mauro Coltorti e Giorgio Fede nelle Marche; Paola Taverna, Pierpaolo Sileri e Giulia Lupo nel Lazio; Primo Di Nicola in Abruzzo; Luigi Di Marzio in Molise; Danila de Lucia, Vilma Moronese, Ugo Grassi, Maria Domenica Castellone, Raffaele Mautone, Franco Ortolani, Paola Nugnese, Francesco Urraro, Virginia La Mura, Andrea Cioggi e Francesco Castiello in Campania; Gianmauro Dell’Olio, Angela Anna Bruna Piarulli, Ruggiero Quarto, Marco Pellegrini, Patty L’Abbate, Iunio Valerio Romano, Barbara Lezzi e Mario Turco in Puglia; Saverio De Bonis in Basilicata; Margherita Corrado, Nicola Morra, Silvia Vono in Calabria; Stanislao Detto Steni Di Piazza, Loredana Russo, Francesco Detto Franco Mollame, Gaspare Antonio Detto Rino Marinello, Pietro Lorefice, Grazia D’Angelo, Tiziana Carmela Rosaria In Stivala Drago, Nunzia Catalfo, Giuseppe Detto Pino Pisani in Sicilia; Giovanni Marilotti, Emiliano Fenu e Vittoria Francesca Maria Bogo Deledda in Sardegna.

 

Elezioni politiche 2018 e le Elezioni regionali in Lombardia e in Lazio.

Ciriaco De Mita

Ciriaco De Mita in Procura per due ore da Vincenzo D’Onofrio

InsanelyNews – Ciriaco De Mita in Procura per due ore.

 

«Meglio che non dico nulla», ha risposto il sindaco in modo serafico all’uscita del tribunale di Avellino. Erano da poco passate le 17. Ci era entrato due ore prima accompagnato, fin sull’uscio, dal suo vicesindaco, Walter Vigilante. De Mita è stato convocato in Procura come persona informata dei fatti nell’inchiesta sulle onlus “Aias” e “Noi con loro”. (Alle 19.45 il servizio su 696 Tv con Angelo Giuliani)

Al vaglio degli inquirenti avellinesi ci sarebbe una telefonata del 20 febbraio 2016 tra il giudice salernitano Mario Pagano nel frattempo arrestato per corruzione e lo stesso De Mita, in cui il sindaco di Nusco avrebbe chiesto a Pagano di ricevere un certo “Bigotta per una semplice cortesia”.

Il dubbio degli investigatori è che in realtà si riferisse a Gerardo Bilotta l’ex presidente della Onlus Aias che, insieme alla moglie di De Mita, Annamaria Scarinzi, è il principale indagato nella inchiesta aperta per far luce sui conti del centro di assistenza e riabilitazione di Via Morelli.

Bilotta si è dimesso dopo i primi sviluppi giudiziari dell’inchiesta. Alle 17 l’ex presidente del consiglio dei ministri ha lasciato palazzo di giustizia nessun commento con i giornalisti che lo attendevano all’esterno. E’ salito in auto ed è andato via non prima però di un criptico: “E’ meglio che non dico nulla”.

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