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Categoria: Cura del corpo e salute (Page 1 of 3)

uova canapa

Uova di Eggs: la gallina ad alimentazione biologica, con semi di canapa

(InsanelyNews) Ci sono diversi metodi per alimentare una gallina e oggi come oggi le uova che troviamo in commercio, provengono perlopiù dalla grande distribuzione.

Ma la grande distribuzione si avvale di allevamenti intensivi, dove le galline non vivono in maniera naturale e vengono mal-alimentate e curate se necessario con alimenti e medicine, appunto, che possiamo poi ritrovare, analizzandolo, all’interno delle uova, che poi per nostra sfortuna, mangeremo…

Può succedere come negli ultimi tempi, che a causa dell’estate molto calda, alcuni allevamenti di galline ovaiole adibite alla produzione internazionale, si ritrovano infestati da acari e pidocchi delle galline e ricorrono all’uso del fipronil, che è praticamente il principio attivo contenuto all’interno delle pipette che si usano per gli animali domestici, contro zecche e pulci.

Questo ha fatto scattare i controlli a tappeto e man mano se ne stanno scoprendo sempre di più, altri saranno già corsi ai ripari però…

Diventa fondamentale quindi, conoscere la provenienza di quello che ingeriamo, in quanto con buona probabilità contribuirà alle nostre sofferenze e alla nostra morte.

 

 

Vi riporto un esempio lampante, ma in Italia ne esistono molti.

Le uova di Eggs.

Chi conosce Eggs, sa già che tutte le uova del bistrot di Trastevere sono accuratamente scelte da piccoli allevamenti sostenibili e biologici, che non usano pesticidi né altre sostanze. In tempi di allarmi sulla sicurezza, è importante sapere cosa si mangia. E allora ecco una panoramica degli allevamenti dai quali ci serviamo, tutti italiani e tutti di altissima qualità.

Un azienda esemplare

L’azienda agricola Silvia O, certificata bio, conta 2.500 galline livornesi, con una produzione di circa 1.200 uova al giorno, allevate in pollai fatti con legno di castagno e rispettando le caratteristiche di spazio richieste per un allevamento biologico. Caratteristica dell’azienda, la produzione di uova da galline nutrite con semi di canapa.
In seguito alle sperimentazioni scientifiche, è stato notato un aumento degli acidi grassi polinsaturi in misura di uno a tre rispetto alle uova provenienti da galline alimentate con mangimi “normali”, rendendo così  quelle “alla canapa” più leggere a livello di consistenza, digeribilità e sapore.

Le galline erano alimentate rispettivamente con semi di canapa, semi di lino e cereali di ogni tipo. Alla fine del periodo stabilito, è risultato che le uova delle galline alimentate a canapa erano più grandi e pesanti delle altre e molto ricche di grassi Omega-3.

Grassi buoni che uccidono il colesterolo cattivo.

Così ogni giorno nell’azienda abruzzese viene aggiunto un 15% in su di semi di canapa all’alimentazione delle galline. Che è composta da grano turco, crusca e cereali vari, tutti di provenienza locale e biologica.

 

Vi consiglio quindi non prendere alla leggere questo argomento, ne va della salute vostra e dei vostri figli.

 

Giuseppe Paglialonga

 

 

ipotalamo

Ipotalamo : trovata la centralina che controlla l’invecchiamento

(InsanelyNews) Il trapianto o la perdita di cellule staminali dell’ipotalamo potrebbero, rispettivamente, rallentare o accelerare l’invecchiamento. A suggerirlo, uno studio condotto in topi di mezza età pubblicato sulla rivista Nature.

Trovata nel cervello la ‘centralina’ che controlla l’invecchiamento: è l’ipotalamo, struttura del sistema nervoso dalle molteplici funzioni, che agisce attraverso le sue cellule staminali. Sono queste infatti a modulare la velocità con cui compaiono i segni dell’età. A seconda di come sono ‘dosate’, un po’ come i pedali dell’auto, possono dare l’accelerata o una frenata alla comparsa dei sintomi dell’età, ma anche allungare la vita. Lo hanno dimostrato i test fatti sui topi dai ricercatori dell’Albert Einstein College, guidati da Dongsheng Cai.

Sebbene sia noto che il sistema nervoso svolga un ruolo nell’invecchiamento e recenti ricerche abbiano mostrato che l’ipotalamo sia particolarmente importante in questo senso, l’esatto processo che posta alla comparsa dei segni fisici dell’invecchiamento è ancora praticamente sconosciuto. Saranno necessarie ulteriori ricerche per determinare se gli effetti manifestati nella ricerca possano essere ricondotti anche all’uomo.

Neurogenesi e invecchiamento

Le cellule staminali neurali adulte (NCS) risiedono in alcune regioni regioni del cervello e soprattutto nell’ipotalamo. Tra i loro compiti, la neurogenesi, ossia la formazione di neuroni, e molti altri aspetti del funzionamento cerebrale. Una diminuzione nella neurogenesi è legata a diversi disordini associati all’invecchiamento.
Recenti ricerche mostrano che l’ipotalamo potrebbe avere un ruolo nell’invecchiamento sistemico. Dongsheng Cai e colleghi dell’Albert Einstein College of Medicine di New York hanno cercato di capire se le NCS potrebbero essere responsabili per questo tipo di processo.

L’ipotalamo, oltre a regolare crescita, sviluppo, riproduzione e metabolismo, è dunque fondamentale nel processo di invecchiamento. Al suo interno custodisce delle cellule staminali neuronali adulte, il cui compito è formare nuovi neuroni. “Il loro numero cala naturalmente durante il corso della vita, con un’accelerazione nell’invecchiamento”, precisa Cai.

Gli effetti della perdita non sono però irreversibili, come hanno dimostrato i ricercatori. Con l’aggiunta di “queste nuove cellule, o delle molecole da loro prodotte, è infatti possibile rallentare, e perfino annullare alcuni effetti dell’invecchiamento nel corpo”, continua Cai. La loro importanza è stata dimostrata nei test fatti su topi di mezza età. “Su alcuni di loro è stata bloccata la produzione dell’ipotalamo. In questo modo si è visto che gli animali sono invecchiati più in fretta e hanno vissuto meno”, commenta Giuseppe Novelli, genetista dell’università Roma Tor Vergata.

Gli scienziati hanno indotto la perdita di specifiche cellule staminali in molti modelli murini e, così facendo, hanno osservato cambiamenti fisiologici tipici dell’invecchiamento oppure una ridotta durata della vita. Viceversa, quando venivano impiantate cellule staminali in salute, l’invecchiamento era rallentato e aumentava la longevità nei topi.

Gli autori hanno anche scoperto che l’effetto anti-invecchiamento delle NSC dell’ipotalamo era parzialmente mediato dal microRNA esosomiale, che queste cellule secernono nel fluido cerebrospinale.
Gli scienziati, in conclusione, ritengono che la perdita delle cellule NSC dell’ipotalamo sia un’importante causa dell’invecchiamento di tutto l’organismo.
 Fonti: Ansa – dottnett
terzo occhio ghiandola pineale

Ghiandola Pineale : ecco come “tappano” l’evoluzione dell’uomo

(InsanelyNews) C’è un piano accuratamente nascosto che cerca di tenere le persone sul filo del rasoio, determinando la mancanza di evoluzione spirituale, poiché se gli uomini si evolvessero non sarebbe più possibile usarli.

Se l’ascensione fosse alla portata di tutti, verrebbe a mancare la materia prima al piano.

Quindi, la cosa migliore, è tenere le persone bloccate con carestie, malattie, burocrazia, problemi economici, guerre, criminalità.

Questi sono tutti diversivi e distrazioni studiati per fare in modo che l’uomo, impegnato nel risolvere le necessità materiali, NON ABBIA TEMPO PER EVOLVERSI, verso il riconoscimento della propria natura spirituale.

Probabilmente il piano di controllo risale alla notte dei tempi, alla Torre di Babele e anche prima, e le forze in gioco sono grandi e inimmaginabili e hanno riversato, periodicamente, ondate di paura sull’umanità. Oggi l’unico modo per farcela pare essere l’ascensione personale perché il mondo difficilmente potrà mai evolversi a livello planetario: chi davvero muove i fili del mondo questo non lo vuole permettere.

È da notare che da quando i metodi di comunicazione si sono evoluti e sono stati resi disponibili a tutti (internet in testa), si è ottenuto un inevitabile fluire di conoscenza e qualcosa poteva far ben sperare in un processo evolutivo. Ma, guarda caso, contemporaneamente alcuni studi sono stati accuratamente censurati, sono nate nuove fonti alternative di informazione devianti e pericolose (falsi channelling, siti web di disinformazione, false organizzazioni di aiuto ecc…), nuove droghe vengono immesse sul mercato, prodotti alcolici a base di frutta vengono pubblicizzati per abbindolare i giovani e alla fine siamo sempre allo stesso punto o forse anche peggio.

A OGNI PASSO IN AVANTI CHE FA’ L’UMANITA’, NASCONO CORRENTI CHE IN QUALCHE MODO LA RIPORTANO INDIETRO.

Uno dei peggiori momenti in questo senso fu il medio evo, periodo in cui un oppressivo potere religioso provocò un enorme blocco delle coscienze di cui, ancora oggi, portiamo segni indelebili. Il mondo vive da sempre nella paura. La paura è necessaria per bloccare la crescita. La paura e l’ignoranza alimentano la trappola, la verità rende invece liberi.

Ecco alcuni modi usati dal sistema per tenere in trappola l’essere umano:

 

Fino a qualche anno fa, nonostante gli enormi progressi della medicina, non esistevano studi sulla ghiandola pineale , né tanto meno sulle sostanze da essa prodotte;

La ghiandola coccigea, che risulta esser un componente essenziale della vita, non è praticamente conosciuta neanche dai medici. Queste due ghiandole, di fatto, non vengono studiate nel percorso didattico per la laurea in medicina e chirurgia;

Le scie chimiche, per mezzo dei metalli in esse contenuti e dell’eventuale riflessione dei campi elettromagnetici che sembrerebbero essere indotti dai sistemi H.A.A.R.P, procurano effetti negativi sulla ghiandola pineale e sulla salute alimentando malattie e disturbi.

Wilhelm Reich, a causa delle sue scoperte sull’energia orgonica o vital, venne incarcerato e si scatenò una caccia alle streghe per censurare e distruggere i suoi studi;

– Il mercurio, quello delle amalgame dentali, dei vaccini, di alcuni farmaci o contenuto in un famoso disinfettante, ha effetto sulla pineale;

Le droghe e i farmaci inibiscono l’attività della ghiandola pineale oltre a danneggiare la salute;

Una cattiva alimentazione ha effetti negativi sulla vascolarizzazione della ghiandola pineale ; 

Nell’uomo, a partire dall’età di 45 anni, la pineale comincia naturalmente a calcificarsi, per cui non si devono più sprecare energie per inibirla: quindi essa è un “nemico” da attaccare per poco tempo;

Oltre all’alimentazione scorretta, un ottimo metodo per scimunire la gente sono gli psicofarmaci; adesso sono inventati l’A.D.H.D., la “sindrome da deficit di attenzione e iperattività”, il presunto disturbo dei bambini irrequieti. Per questo disturbo inventato si prescrive ai bambini il Ritalin, uno psicofarmaco che altera le facoltà mentali e che può condizionare seriamente il comportamento facendolo sfociare in atti di violenza.

Il governo statunitense classifica il Ritalin nella stessa categoria della cocaina e dell’eroina. Herbet S. Okun, membro del comitato internazionale di controllo sui farmaci per le Nazioni Unite, ha riferito, durante una conferenza stampa, che il suo comitato è assai preoccupato per il fatto che il metilfenidate (Ritalin) negli Stati Uniti venga prescritto in maniera massiccia. Egli aggiunge che ogni giorno negli U.S.A vengono assunte 330 milioni di dosi di Ritalin, paragonate ai 65 milioni del resto del mondo. 11.000.000 sono i minori che nei soli Stati Uniti ogni anno utilizzano psicofarmaci per tutte le patologie (fonti: NIMH, Nexus, Angeles Times);

 

Le religioni sono infarcite di insegnamenti che parlano di un dio al di fuori dell’uomo e che coltivano incessantemente nella mente dei seguaci il concetto di senso di colpa;

C’è una sempre maggiore quantità di falsi channelling, ovvero di lupi travestiti da agnelli, utili quasi sempre solo a depistare;

Cè una continua immissione sul mercato di nuove droghe sintetiche, sempre più pericolose;

La medicina di Hamer, che potrebbe risvegliare molte persone e migliorare l’inconscio collettivo, viene regolarmente osteggiata.

Ci sarebbe tanto altro da dire ma questo basta per incominciare a riflettere e fare scelte più coscienti e saggie. Incominciamo il cambiamento su noi stessi, ognuno di noi deve esser pioniere del cambiamento che vuole vedere nel mondo.

Tratto dal libro: “Life – i segreti della ghiandola pineale” di Arcangelo Miranda.

Fonte: https://www.facebook.com/La-Verità-ci-Rende-Liberi-121083388058285/

DIGIUNO

Digiuno : “Ecco come ci si può curare con poco, non-masticando 16 ore”

(InsanelyNewsItalia) Se prendiamo in considerazione l’evoluzione dell’umanità, in passato non si mangiava in continuazione perché il cibo non era sempre presente, e questi digiuni involontari aiutavano l’organismo rendendolo più resistente. Il nostro organismo nel corso della nostra evoluzione si è straordinariamente adattato a questa situazione durante milioni di anni.

 

Il Dott. Mark Mattson, è l’attuale capo del Laboratorio di Neuroscienze presso il National Institute on Aging, professore di neuroscienze presso la Johns Hopkins University, ed è uno dei più importanti ricercatori nel campo dei meccanismi cellulari e molecolari alla base di molteplici malattie neurodegenerative, come il Parkinson e il morbo di Alzheimer.
In un suo discorso divenuto famoso al TEDtalk afferma:
“Perché la dieta normale è composta da tre pasti giornalieri più spuntini vari? Non si tratta di un modo sano di nutrirsi, questa è la mia opinione, ma penso che ci siano molte prove a favore di questo mio ragionamento. C’è moltissima pressione su questo modello nutrizionale, e moltissimo denaro in gioco. L’industria alimentare guadagna se oggi salto la colazione? No! Anzi, perde una piccola parte del suo guadagno. Se la gente digiuna, l’industria alimentare non fa soldi. Che dire delle industrie farmaceutiche? E se le persone praticano periodicamente il digiuno intermittente, diventando più sane, l’industria farmaceutica può fare soldi sulle persone sane?”

I punti cruciali della ricerca scientifica

Mark e il suo team hanno pubblicato diversi articoli che dimostrano come il digiuno due volte alla settimana potrebbe ridurre significativamente il rischio di sviluppare sia il morbo di Parkinson che l’Alzheimer.
“È noto da tempo che i cambiamenti nella dieta abbiano effetti sul cervello. Anche i bambini che soffrono di crisi epilettiche sembrano avere meno problemi quando sono sottoposti a restrizione calorica o digiuni. Si ritiene che il digiuno protegga il cervello dai segnali sovreccitanti cui incorrono le persone che soffrono di epilessia”. (Alcuni bambini affetti da epilessia hanno tratto beneficio da una dieta specifica a basso contenuto di carboidrati ed alto contenuto di grassi sani.)
Infatti la sovralimentazione può ostacolare l’attività dell’ipotalamo, che svolge un ruolo fondamentale per il controllo del bilancio energetico del nostro organismo.
Uno studio sul digiuno intermittente, ovvero il digiunare per poco tempo ma spesso, ha dimostrato che è in grado di migliorare l’apprendimento e la memoria, e può ridurre il rischio di degenerazione delle funzioni cerebrali.
Molti studi sul digiuno dimostrano una maggiore capacità di combattere le malattie croniche da parte degli individui osservati ed una maggiore longevità.
“La restrizione calorica, ovvero mangiare meno, allunga la vita e ritarda le malattie croniche legate all’età in una varietà di specie, tra cui ratti, topi, pesci, mosche e vermi. Il meccanismo o meccanismi attraverso i quali ciò si verifica non sono ancora chiari”.
Il digiuno intermittente e l’esercizio fisico aumentano il numero di mitocondri nei neuroni, ovvero il nostro cervello ha più energia. Inoltre, il digiuno migliora la funzione cognitiva, aumenta i fattori neurotrofici, aumenta la resistenza allo stresse riduce le infiammazioni.
“L’assenza di cibo è una sfida per il tuo cervello, il quale risponde ai cambiamenti che si verificano durante il digiuno, imitando i cambiamenti che si verificano durante l’esercizio fisico. Entrambi aumentano la produzione di proteine nel cervello (fattori neurotrofici), che a sua volta promuove la crescita di neuroni, la connessione tra i neuroni, e la forza delle sinapsi…”
La premessa di base, presentata alla riunione annuale della Society for Neuroscience, è che il digiuno e l’esercizio fisico aiutano il cervello ad adattarsi e a migliorare il flusso di energia dei neuroni. In particolare, il digiuno e l’esercizio fisico sembrano aumentare la produzione di una proteina chiamata fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF), pensato per essere la chiave nella crescita e la divisione dei mitocondri.
Il digiuno può anche stimolare la produzione di nuove cellule nervose dalle cellule staminali presenti nell’ippocampo ed anche la produzione di chetoni che sono una fonte di energia più assimilabile del glucosio per il cervello.
“Il digiuno intermittente ripara il danno a strutture cellulari quali il DNA”
Uno studio pubblicato dai ricercatori della University of Southern in California ha mostrato che i cicli di digiuno prolungato proteggono dai danni al sistema immunitario e, inoltre, inducono la rigenerazione dello stesso. Il digiuno uccide le cellule immunitarie vecchie e danneggiate inducendo il corpo a produrne di nuove completamente sane.
I pazienti a digiuno per lunghi periodi di tempo hanno abbassato in modo significativo la loro conta dei globuli bianchi (leucociti). Nei topi, i cicli di digiuno includono, oltre alla riduzione del grasso viscerale e sottocutaneo, anche una maggior produzione di cellule progenitrici, staminali e del sangue (emopoiesi). Il risultato è un complessivo ringiovanimento del sistema cellulare di ossa, muscoli, sistema immunitario ma anche del cervello. Nell’ippocampo degli animali più anziani si è verificata anche una notevole neurogenesi, accompagnata da migliori prestazioni cognitive.
“Non potevamo prevedere che il digiuno prolungato avrebbe avuto un effetto così notevole nel promuovere la rigenerazione a base di cellule staminali del sistema emopoietico. Quando si rischia di morire di fame, il sistema tenta di risparmiare energia ed una delle cose che può fare per risparmiare energia è quella di riciclare le cellule immunitarie non necessarie, in particolare quelle danneggiate. Il numero di globuli bianchi scende con il digiuno prolungato; quando poi si inizia a ri-alimentarsi, le cellule del sangue tornano ai loro valori iniziali”. Valter Longo, uno dei massimi esperti del digiuno
Una revisione di diversi studi scientifici in materia di digiuno è stata pubblicata nel The American Journal of Clinical Nutrition ha concluso che il digiuno è un modo efficace per ridurre il rischio di malattiecardiovascolari e cancro. È inoltre emerso un potenziale significativo nel trattamento del diabete.

Ecco tre modi in cui puoi praticare il digiuno intermittente

Prima di intraprendere un digiuno, assicurati di fare alcune ricerche. Personalmente, ho digiunato per anni, quindi ora è facile.
#1 Ecco uno dei modi consigliati per praticare il digiuno intermittente, testato dal presentatore della BBC Michael Mosley per invertire il suo diabete, colesterolo alto e altri problemi associati alla sua obesità (M.Mosley ha studiato medicina a Londra è un medico, ma negli ultimi 25 anni ha lavorato come documentarista ed è anche un premiato giornalista scientifico). Il suo piano consiglia di mangiare per 5 giorni in modo normale, e gli altri 2 giorni della settimana in modo 4 volte meno con abbondanza di acqua e tisane. Quindi puoi mangiare frutta, frullati, verdure, l’importante è non superare 600 calorie.
#2 Un giorno alla settimana, in cui sei meno attivo e meno stressato, puoi fare come ultimo pasto il pranzo e poi mangiare il giorno dopo a colazione, in questo modo hai fatto un digiuno completo di almeno 16 ore.
#3 Per 2 giorni di fila a settimana limita l’assunzione di cibo tra le ore 11.00 fino alle 19.00, ovvero mangia solamente in questa fascia oraria non mangiando niente al di fuori di questo arco di tempo. Non imbrogliare mangiando oltremisura..
La scienza e la medicina stanno riconoscendo che la dieta è il principale fattore, il più importante in assoluto, per restare in salute.
Fonte:  Dionidream
dna

IL DNA SENTE TUTTO! IMPARIAMO A PARLARE POCO.

(InsanelyNews) Le chiacchiere ci fanno perdere molta energia, soprattutto se si tratta di chiacchiere accompagnate dalle emozioni.

Quando nella tua vita sta succedendo qualcosa, prova una pratica:

non dirlo a nessuno, anche se dovessi sentire un forte prurito per la voglia di raccontarlo.

Quando succede qualcosa, conservalo in te, allora conserverai la tua forza e il potenziale di ciò che accade. Anche quando qualcuno cerca di coinvolgerti nei suoi racconti: conserva la calma e controlla le emozioni, non permettere agli altri di controllarti attraverso le emozioni. Questo tuo atteggiamento sarà notato; avrai un aureola della forza e dell’enigma.

Ma in realtà, hai soltanto conservato te stesso. Le parole e i pensieri influenzano la nostra vita.

il DNA li percepisce come se fosse il discorso umano.

Anche ciò che leggiamo influenza il DNA: le sue molecole ricevono l’informazione acustica e luminosa.

La lettura che facciamo in silenzio, lascia una traccia nei nuclei delle cellule, seguendo i canali elettromagnetici: un testo risana il nostro apparato ereditario, l’altro testo lo traumatizza. Le parole della preghiera risvegliano le risorse dell’apparato genetico: mentre una maledizione distrugge i programmi di carattere ondulatorio e disturba il normale sviluppo dell’organismo.

All’apparato genetico non è indifferente ciò che pensiamo, quali libri leggiamo: tutto è impresso nel genoma ondulatorio che cambia, in una direzione o nell’altra, il programma di vita di ogni cellula. Una parola può portare al cancro, e un’altra parola può guarire. Quando dite o pensate: “sono grasso/a” vi arriveranno dei chili in più. Dicendo “sto dimagrendo” potreste anche iniziare a sentirvi peggio, perché la parola “magro” ha anche un significato negativo: “scarso”, “Insufficiente”. Dite: “sto diventando più snella”, e allora questa forma-pensiero vi influenzerà positivamente. Affinché non succeda nulla di brutto, è molto importante non pensarlo; e ancor più importante non parlarne. Non a caso esiste il proverbio: detto fatto. Avete avviato il programma dell’esecuzione.

E ancora: sgridando qualcuno, o maledicendolo, insultandolo, influenzate non solo il suo campo vitale, ma anche il vostro. State distruggendo la vostra energia sottile e attirate la stessa maledizione per se stessi e per i vostri figli. Sostituendo i pensieri negativi e le parole negative con quelle positive, create attorno a voi lo spazio dell’amore e della positività, che molte cose negative non saranno in grado di rompere.

Fonte: http://aprilamente.info

tratto da: terrarealtime

Acqua potabile dal mare con i pannelli solari

Acqua potabile dall’acqua di mare tramite pannelli solari!

(InsanelyNews) La Terra è un pianeta ricoperto di acqua.

Eppure sorprendentemente, meno del tre per cento è acqua potabile e dolce. Di quel tre per cento, circa il 68 per cento della nostra acqua dolce è completamente inaccessibile per gli esseri umani, chiusi all’interno di calotte polari e dei ghiacciai.

Tenendo presente la forte siccità in diverse aree del mondo, gli scienziati sono alla ricerca di modi per accedere a più acqua dagli oceani, ovvero li dove il 97 per cento di acqua del nostro pianeta risiede attualmente.

 

E‘ stato possibile, per qualche tempo, estrarre acqua potabile da acqua di mare.

Ma gli unici due processi attualmente presenti in commercio risultano inefficienti, perché richiedono troppa energia. Ora, grazie a una svolta nel processo noto come la distillazione, gli scienziati saranno in grado di creare una nuova tecnica per raccogliere acqua potabile dall’oceano tramite energia solare.

Questa innovazione non poteva arrivare in un momento migliore, considerando che il cambiamento climatico ha provocato siccità ed è diventato più comune negli ultimi anni.

 

Prima delle recenti scoperte, l’acqua di mare poteva essere “trasformata” solo in acqua potabile tramite distillazione o distillazione a membrana.

La distillazione regolare consiste nel portare l’acqua salata raccolta ad alte temperature raccogliendone il vapore, elaborando poi il vapore attraverso una bobina di condensazione. Il calore necessario per far bollire l’acqua consumata richiede una grande quantità di energia, rendendo il processo inefficiente.

Nel processo di distillazione a membrana, invece, l’acqua calda e fredda dell’oceano vengono condotte attraverso una membrana porosa, e il vapore dal processo viene così raccolto. Questa richiede leggermente meno energia elettrica dalla distillazione regolare, ma comunque molta energia. L’inefficienza di questi processi ha fatto sì che la loro utilità sia limitata. L’acqua dolce non poteva essere estratta su larga scala in modo sufficiente per soddisfare le esigenze di una popolazione sempre più assetata.

 

Ma ora, secondo i risultati di un studio della Rice University, sarebbe possibile estrarre acqua dolce dall’acqua di mare mediante un processo chiamato “a membrana solare -distillazione nanofotonica-enabled” o NESMD.

Come suggerisce il nome, questo processo è alimentato interamente ad energia solare. Utilizzando le nanotecnologie, NESMD converte la luce solare in calore necessario per produrre vapore acqueo tramite distillazione a membrana. Questo apparentemente piccolo cambiamento potrebbe avere un enorme impatto sulla diffusione della distillazione, e creare un significativo impatto globale, almeno secondo Qilin Li, esperto e ricercatore di trattamento acque alla Rice University.

 

Uno schema grafico diffuso dai ricercatori mostra le differenze tra il sistema di desalinizzazione “tradizionale” e quello innovativo:

 

Acqua potabile dal mare

Acqua potabile dal mare con i pannelli solari

Come ci spiega in una dichiarazione sulla loro ricerca:

“la desalinizzazione solare diretta potrebbe essere un punto di svolta per alcuni dei circa 1 miliardo di persone che non hanno accesso ad acqua potabile pulita. Questa tecnologia off-grid è in grado di fornire acqua pulita potabile sufficiente per l’uso familiare in un ingombro ridotto, e può essere scalato perfornire acqua per comunità più ampie.”

Come ci fa notare, l’ aspetto più importante di questa nuova tecnologia è quanto sia facile da riprodurre.

Questo perché il nuovo sistema utilizza lo stesso tipo di membrane già utilizzate nella distillazione a membrana. NESMD potrebbe essere facilmente integrato in almeno alcune dei 18.000 impianti di desalinizzazione dell’acqua attualmente operanti in tutto il mondo. Il suo gruppo di ricerca ha già sviluppato un sistema che utilizza un pannello a membrana piccola nel processo di distillazione, che potrebbe essere replicato per l’utilizzo ovunque.

“Si potrebbero assemblare questi insieme, proprio come si farebbe i pannelli in una fattoria solare” Li continua . “A seconda del tasso di produzione di acqua sarà necessario calcolare la quantità di area della membrana per determinare il fabbisogno giornaliero. Ad esempio, se avete bisogno di 20 litri all’ora, ed i pannelli ne producono 6 litri all’ora per metro quadrato, si dovrebbe ordinare qualcosa tipo 3 metri quadrati di pannelli.” 

Sembra probabile che, se tale tecnologia dovesse diventare ampiamente disponibile, gli impianti di dissalazione potranno essere installati ovunque, se si considera che i costi energetici rappresentano la metà della spesa totale del loro funzionamento. L’ambizioso progetto di ricerca è stato sintetizzato in un video diffuso sul web che linkiamo qui sotto:

Fonte: www.globochannel.com

Tratto da: sapereeundovere

rame tossico

Rame e Agricoltura, è allarme europeo: bisogna ridurne l’uso

(InsanelyNews) Il rame è ampiamente usato in agricoltura per combattere malattie e parassiti delle piante.

Per esempio da oltre un secolo è utilizzato contro la peronospora della vite, che può causare danni gravissimi alla produzione di uva.

E se da un lato è un metallo indispensabile per alcuni meccanismi biologici delle piante – gioca infatti un ruolo chiave nella fotosintesi e nella sintesi delle proteine – dall’altro però non ne va sottovaluta la tossicità.

Si deposita infatti nei primi strati del terreno, influenzando negativamente la vita microbica e lo sviluppo di batteri, alghe, funghi e lombrichi.

 

“Il rame che viene utilizzato come antiparassitario tende in pratica ad accumularsi nell’ambiente, in particolare nel suolo – spiega Stefania Tegli, ricercatrice del Dipartimento di scienze delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente dell’Università di Firenze -. E, dal terreno, può raggiungere e inquinare le falde acquifere, determinando gravissimi rischi ambientali ed ecotossicologici su un ampio spettro di organismi e microrganismi”.

 

Per questo la Commissione europea ha finanziato con il fondo per l’ambiente LIFE+ il progetto After-Cu

 

(acronimo di “Anti-infective environmental friendly molecules against plant pathogenic bacteria for reducing Cu”), coordinato dall’ateneo fiorentino, che si prefigge di promuovere la riduzione dei composti di rame tradizionalmente utilizzati come battericidi in agricoltura, anche biologica.

“E ridurre l’utilizzo del rame come antiparassitario fa bene non solo all’ambiente, ma anche alla salute degli esseri umani e degli animali” ribadisce la biotecnologa agraria, responsabile del Laboratorio di patologia vegetale molecolare.

 

Non solo tossicità diretta dovuta al bioaccumulo del metallo nel terreno

L’uso ripetuto in agricoltura dei sali di rame come fungicidi e battericidi ha un effetto collaterale che non è assolutamente da sottovalutare: “il rame determina un aumento allarmante, nella microflora degli agroecosistemi, della percentuale di batteri resistenti agli antibiotici, che finiscono col costituire una sorta di serbatoio di geni per l’antibiotico-resistenza. Questi geni sono presenti su elementi mobili del loro genoma, i plasmidi, che possono essere trasmessi con facilità anche ai batteri patogeni di uomo e animali, rendendoli così a loro volta resistenti agli antibiotici e vanificandone di fatto l’azione profilattica e terapeutica in medicina umana e veterinaria” spiega Tegli.

 

Ecco allora che il fine di After-Cu

(con un budget di oltre 1milione e 200mila euro, cofinanziato dall’UE per il 50%) è testare la possibilità di sostituire l’impiego del rame come battericida con quello di piccole proteine innovative – che i ricercatori fiorentini hanno già sviluppato in laboratorio – dall’azione antinfettiva verso i batteri che causano malattie alle piante. “L’obiettivo specifico del progetto è dimostrare dunque l’attività anti-infettiva di questi peptidi che, a differenza degli antibiotici, non mirano a uccidere il batterio ma solo a disarmarlo, in modo tale che non possa sviluppare resistenza al trattamento. Sono molecole, cioè, antinfettive e non antibatteriche”.

 

“Recentemente – aggiunge la professoressa – sono stati già proposti interessanti esempi di nuovi fungicidi alternativi ai sali di rame, ma non esistono ancora sostanze analoghe attive contro i batteri patogeni delle piante. Carenza a mio avviso ancora più grave considerando che i cambiamenti climatici stanno ampliando l’area di diffusione di alcuni batteri fitopatogeni tipicamente estranei all’ecosistema europeo, così come stanno aggravando l’incidenza e la severità di quelli endemici”.

 

In particolare, i ricercatori vogliono valutare l’efficacia di queste proteine nel contrastare i batteri fitopatogeni Gram negativi, che sono tra i più diffusi e che provocano i maggiori danni in ambito vegetale.

 

“Cosa interessante è che i meccanismi che rendono questi batteri patogeni per le piante sono strutturalmente e funzionalmente conservati anche nei batteri Gram negativi patogeni per animali e uomo. Per cui, se questa strategia risulterà vincente, potrà in futuro essere facilmente trasferita anche in ambito medico e veterinario, con scarso rischio di sviluppo di resistenze a seguito di ripetuti trattamenti”.

 

Insomma, dal progetto biennale che è appena partito, i ricercatori si aspettano anche possibili ricadute sulla salute umana.

 

“Questo è sicuramente un risvolto non secondario della nostra ricerca, – spiega Tegli – poiché il controllo delle malattie di origine batterica, sia per gli esseri umani che per gli animali, dipende ancora esclusivamente dall’uso di antibiotici, per i quali esiste però il gravissimo problema, mondiale, che alla lunga i batteri sviluppano resistenze ai trattamenti, compromettendone in maniera allarmante l’efficacia. Quindi, poter contare su farmaci antinfettivi, da affiancare agli antibiotici, non è cosa di poco conto”.

 

Intanto, a partire dal 2002, per ridurre i possibili effetti negativi connessi all’utilizzo dei prodotti fitosanitari contenenti rame come sostanza attiva, sono state emanate disposizioni legislative comunitarie e nazionali: per esempio, nell’agricoltura biologica non si può superare la dose di 6 kg di rame per ettaro nel corso dell’anno.

 

“Del resto – conclude la coordinatrice del progetto After-Cu – secondo recenti studi condotti in vari Paesi dell’Unione europea, l’uso continuativo, dall’800 a oggi, dei sali di rame come fitofarmaci ha portato a concentrazioni tossiche del metallo nei terreni agricoli, con livelli che variano tra 100 fino a 1.280 milligrammi per chilo di suolo, contro valori di 5-20 mg per kg di suolo in quelle aree non usate per attività agricole”.

FONTI

lastampa.it

adnkronos

 

argilla verde

Argilla verde : come fare un cataplasma ( impacco ). Medicina Naturale

(InsanelyNews) Come fare un cataplasma di argilla?

Vi consiglio di leggere prima l’articolo precedente giusto per completezza

Bisogna inserire in un contenitore di ceramica 1 cucchiaio di acqua e 1/2 cucchiaio di olio extravergine di oliva, mescolare con un cucchiaio di legno e aggiungere 2 cucchiai di argilla verde ventilata o essiccata al sole. Impastare fino a ottenere un composto omogeneo. Aggiungere alla fine gli oli essenziali e mescolare. Vi consiglio di porre sulla zona da trattare, uno strato di argilla pari ad almeno 1/2 centimetro.

NB: se si opta per il cataplasma caldo riscaldare prima a bagno-maria l’argilla (ovviamente l’argilla non deve essere bollente se no rischiate un’ustione!!!).

Inoltre se il cataplasma va coperto vi consiglio di utilizzare una pellicola trasparente o un panno di cotone e poi coprire con un panno di lana.

 

Le proprietà terapeutiche principali dell’argilla sono:

  1. antisettiche e battericide: è in grado di contrastare l’attività dei batteri creando un ambiente ostile alla proliferazione batterica.
  2. antinfiammatoria e antidolorifica: grazie alla capacità termo-assorbente lenisce le infiammazioni. Oltre al calore assorbe anche il dolore;
  3. rimineralizzante: riesce a liberare ed assimilare i minerali che la costituiscono. Utile nei disturbi articolari, in caso di fratture, osteoporosi;
  4. assorbente e antitossica: assorbire enormi quantità d’acqua, gas, tossine
  5. cicatrizzante: stimola i fattori della coagulazione del sangue.

Esistono varie tipologie di argilla, ma quale scegliere?

  • argilla macinata fine: argilla con granulometria piccola e regolare soprattutto per uso esterno
  • argilla macinata grossa: argilla con granulometria maggiore rispetto alla precedente utilizzata soprattutto per uso esterno
  • argilla ventilata: argilla molto fine ed impalpabile, utilizzata soprattutto per uso interno.
  • argilla essiccata al sole: quando l’argilla viene esposta al sole si carica di energia solare, che cede ai tessuti in un secondo momento quando viene utilizzata sotto forma di cataplasma o per via orale.

 

Quando è consigliabile utilizzare l’argilla?

Cefalea ed emicrania: fare un cataplasma da porre sul plesso solare (la zona dello sterno), dietro il collo e sulla fronte da tenere coperto e in posa per 30-60 minuti tutti i giorni fino a beneficio. Aggiungere se si vuole 3 gocce di olio essenziale di menta piperita + 3 gocce di o.e di lavanda, o l’olio essenziale di basilico o camomilla

  • Piaghe da decubito: cataplasma con acqua a temperatura ambiente tenere in loco per 15 minuti NON COPERTO tutti i giorni fino a guarigione. Aggiungere se si vuole 6 gocce di olio essenziale di lavanda o teatree o elicriso italico
  • Ferite: cataplasma freddo da cambiare ogni tre ore e lavare con acqua salata e limone. Aggiungere se si vuole 6 gocce di olio essenziale di teatree
  • Tosse: cataplasma caldo da tenere sul petto coperto per 30 minuti tutti i giorni. Aggiungere se si vuole 6 gocce di o.e di cipresso o timo ct tujanolo o eucalipto radiata
  • Raffreddore: cataplasma caldo sulla fronte, naso e zona cervicale da tenere ben coperto tutti i giorni fino a miglioramento più procedere con un bagno caldo con argilla 3 volte a settimana (versare nell’acqua della vasca da bagno 4 manciate abbondanti di argilla verde, lasciarla disperdere in acqua. Immergersi lentamente per 15-20 minuti (2-3 volte a settimana). Aggiungere al cataplasma se si vuole 6 gocce di o.e di eucalipto radiata o di niaouli o di ravitsara a cineolo o di pino
  • Fare anche dei lavaggi nasali da preparare sciogliendo un cucchiaino di argilla verde in una tazzina di acqua. Fatta questa miscela, si tratta di sciacquare il naso per tre volte al giorno.

 

Dall’acne alla congiuntivite, i rimedi naturali dell’argilla

  • Acne e pelle grassa: fare una maschera 2-3 volte a settimana per 15-20 minuti (prima di applicarla detergere la pelle). Per fare la maschera utilizzare 2 cucchiai di argilla verde + infuso di rosmarino/salvia oppure semplice acqua + 1 cucchiaio di succo di limone. Aggiungere se si vuole 6 gocce di o.e di cedro atlantico/ himalaya o lavanda o bergamotto o limone o cipresso o rosmarino chemotipo cineolo o chemotipo verbenone oppure salvia). Risciacquare alla fine con acqua tiepida
  • Sinusite: cataplasma caldo di argilla sul naso e sulla fronte per 30 minuti NON COPERTO tutti i giorni per 1 mese poi continuare a giorni alterni per 1 mese. Aggiungere se si vuole 6 gocce di o.e di eucalipto radiata o teatree o timo ct tujanolo o lavanda spica o menta piperita
  • Torcicollo: cataplasma caldo di argilla (meglio inserire l’olio di arnica) coperto per 30 minuti (2 volte/die) fino a miglioramento. Aggiungere se si vuole 4 gocce di o.e di rosmarino ct canfora o wintergreen o elicriso italico.
  • Lombalgia: cataplasma caldo di argilla (ottimo l’olio di arnica) coperto per 30/60 minuti (2 volte/die) durante la fase acuta. Poi si può usare a giorni alterni per 1 mese. Aggiungere se si vuole 6 gocce di o.e di wintergreen o di rosmarino chemotipo canfora o eucalipto citrato (vanno bene anche gli oli essenziale di elicriso italico, lavanda, ginepro, menta piperita, alloro o zenzero)
  • Congiuntivite, lacrimazione eccessiva, orzaiolo:mettere un po’ di cataplasma di argilla su una garza e poi mettere sull’occhio chiuso 2 volte/die per 30 minuti e poi fare dei risciacqui con tisana di camomilla

Argilla: Infiammazioni muscolari e dolori reumatici

  • Dolori reumatici e muscolari: cataplasma caldo di argilla da tenere coperto per 30-60 minuti tutti i giorni fino a miglioramento e poi a giorni alterni per 1 mese oppure bagno caldo con argilla verde 3 volte a settimana. Aggiungere se si vuole 6 gocce di o.e di wintergreen o rosmarino chemotipo canfora o eucalipto citrato (vanno bene anche gli oli essenziale di elicriso italico, lavanda, ginepro, menta piperita, alloro o zenzero)
  • Distorsione: cataplasma caldo di argilla coperto per 30 minuti 2 volte/die, ma si può tenere anche tutta la notte. Aggiungere se si vuole 6 gocce di o.e di wintergreen o di rosmarino chemotipo canfora o eucalipto citrato (vanno bene anche gli oli essenziali di elicriso italico, lavanda, ginepro, menta piperita, alloro o zenzero)

Dopo tutti questi trattamenti bisogna risciacquare con acqua tiepida.

 

argilla verde

Argilla : uso interno ed esterno. Medicina Naturale Antica

(InsanelyNews) Le potenzialità dell’argilla sono più grandi di quanto solitamente si immagina.

Storia

Già dai tempi antichi l’ argilla era utilizzata come portentoso rimedio: si applicavano localmente impacchi per risolvere situazioni di acne, dermatiti, scottature ma anche problemi articolari, ossei e muscolari come distorsioni, contusioni, fratture e dolori reumatici.

Le vere e più profonde potenzialità dell’argilla sono però quelle che si evidenziano nel caso si scelga di farne un uso interno.

L’ argilla è infatti ricca di oligo-elementi e minerali come silice, ferro, calcio, magnesio e potassio, ha quindi un forte potere rimineralizzante oltre che antisettico, assorbente, battericida e cicatrizzante. Contribuisce inoltre a de-acidificare il corpo dato il suo ph leggermente alcalino.

ATTENZIONE: provare prima sulla pelle con un impacco esterno (nel caso di reazioni allergiche) e poi procedere

La ricetta classica se volete assumere argilla per via interna:

  • Sciogliere mezzo cucchiaino da caffè di argilla ventilata in mezzo bicchiere d’acqua.
  • Mescolare il tutto con un cucchiaio di legno o un bastoncino (è importante che non sia qualcosa di metallo)
  • Lasciare riposare il composto coperto da una garza o un panno di cotone per una notte in modo che l’argilla si depositi sul fondo.
  • Bere la mattina seguente a digiuno solo l’acqua, eliminando ciò che è rimasto sul fondo.

 

Osservazioni:

  • NO METALLO
  • Il cosiddetto gel d’ argilla, ovvero l’acqua con l’argilla depositata sul fondo, va bevuta per un mese tutte le mattine a digiuno!
  • Il trattamento si dovrebbe ripetere con una pausa di 10 giorni anche il mese successivo.

In questo modo si ottengono diversi benefici: depurazione di sangue e pelle, disintossicazione dell’apparato digerente e stimolazione delle naturali funzioni di fegato, bile e reni. Inoltre questa ‘terapia naturale’ è in grado di fornirci uno sprint in più dato che l’argilla riesce a cedere all’organismo piccole quantità di energia elettromagnetica.

Grazie alle sue potenzialità assorbenti, l’argilla ventilata è anche un potente chelante, ovvero è utile a tutte le persone che vogliono disintossicarsi dai metalli pesanti o altre sostanze tossiche presenti nell’organismo.

AVVERTENZE IMPORTANTI:

 

    • Evitate l’uso interno di argilla se assumete farmaci, potrebbe interferire!
    • Tenete presente che l’assunzione di argilla può dare problemi di stitichezza. Se dovesse accadere questo potete arginare la situazione utilizzando semi di lino, prugne, fichi secchi, kiwi o altri rimedi naturali.
    • Nel caso vogliate provare ad assumere per via interna l’argilla ricordate di non utilizzare nessun contenitore o mestolo DI METALLO!!!!! L’argilla è molto assorbente.
    • Per uso interno, l’argilla va sciolta in acqua pura possibilmente di fonte, non clorata o, a limite, minerale naturale.
    • Una volta iniziata la cura d’argilla sarebbe meglio non interromperla per almeno un mese dato che si innescano processi profondi di purificazione ed eliminazione di tossine.
    • Comprate l’argilla ventilata in erboristeria specificando l’uso che volete farne

 

Altri utilizzi dell’argilla:

 

    • Anticellulite: applicata sulle zone in cui sono presenti i ‘cuscinetti’ è in grado di assorbire liquidi in eccesso e cedere in cambio sali minerali.
    • Antinfiammatorio: applicata nelle zone in cui sentiamo dolore è in grado di assorbire tossine e acidi in eccesso con effetto rigenerante per i tessuti
    • Antiforfora e rimedio per i capelli grassi: è possibile provare degli impacchi a base di argilla sulla cute.
    • Per infiammazioni vaginali: tante persone utilizzano con successo delle lavande a base di argilla.
    • In caso di reumatismi o artriti: sono consigliati i bagni di argilla
    • Antinfiammatorio del cavo orale: si possono fare più volte al giorno gargarismi a base di argilla.

 

Fonte

siccità

SICCITÀ: “Mancano all’appello 20 MILIARDI DI METRI CUBI DI ACQUA”

(InsanelyNews) Temperature bollenti e anomale rispetto al passato.

Siccità : la primavera 2017 spaventa l’Italia.Un caldo infernale che è esploso nel mese di giugno ma già a marzo, aprile e maggio aveva portato un cambiamento radicale rispetto agli anni precedenti.  

Un fenomeno che ha colpito maggiormente l’area nord e ovest del Paese, ma si è sviluppata per l’intero “stivale”.

Negli ultimi 60 anni solo una volta si era sorpassata la soglia di caldo che stiamo vivendo adesso, era il 2007.  A preoccupare maggiormente gli esperti è la mancanza all’appello circa 20 miliardi di metri cubi d’acqua sull’intero territorio nazionale. Una cifra enorme che spaventa in proiezione presente ma soprattutto futura.

L’alta pressione ‘Giuda’ governa il tempo sull’Italia.

ILMeteo.it annuncia per oggi, bel tempo e sole su quasi tutto il Paese, con temperature in ulteriore aumento. La maggiore calura comporterà, tuttavia, un incremento dell’attività instabile sull’arco alpino, soprattutto centro-orientale, con rovesci e temporali diffusi nel pomeriggio, ma la siccità persiste.

Locali temporali anche nei giorni prossimi sulle Alpi, maggiormente concentrati sui rilievi di Nordest e su quelli del Piemonte occidentale. 

Antonio Sanò, il direttore e fondatore de iLMeteo.it, comunica che le condizioni anti-cicloniche si protrarranno quasi fino a fine mese e che ci si deve attendere una ondata di caldo tra le più intense degli ultimi quindici anni.

Anzi, da venerdì e verso l’ultimo weekend di giugno, all’anticiclone Giuda succederà quello più infuocato Caronte il quale traghetterà immense masse d’aria calda dal deserto algerino-tunisino verso l’Italia.

Il caldo si farà rovente da Nord a Sud con punte, nelle temperature massime, fino a 38/39°, in particolare sull’Emilia-Romagna e in Puglia. Possibili locali temporali sui rilievi lucani e di Nordest, più intensi nel corso di Domenica 25. Sole ad oltranza altrove.

fonti:

leggo.it

leggo.it

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