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Categoria: Economia

Pensioni quota 100 in arrivo… bye bye Fornero!

PENSIONI Quota 100 quanto verrà tagliato l’assegno.

L’assegno previdenziale in caso di pensione con quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi e via dicendo) che penalizzazione avrà? Secondo le stime del Sole 24 Ore (by Tabula, la società di ricerca di Stefano Patriarca) dovrebbe essere dal 5% al 21%. E il 21% è il limite massimo di riduzione sull’assegno: nelle proiezioni, verrà applicato a un operaio 62enne con uno stipendio netto di circa 1.600 euro e con cinque anni e tre mesi di anticipo sul ritiro dal lavoro. Minore è invece la penalizzazione se lo stesso operaio anticipa di solamente un anno e tre mesi la pensione grazie a quota 100: in questo caso si scende all’8%. E ancora. Un impiegato 64enne con una retribuzione mensile da 2mila euro netti se va in pensione con un anticipo da uno a tre anni avrà una riduzione dell’assegno dal 5% all’11%. Specifichiamo: le proiezioni sull’assegno di quota 100 pensioni si basano su quanto emerso sio ad oggi, in attesa del testo definitivo della legge di bilancio – che arriverà entro fine mese – che potrebbe modificare leggermente la situazione.

PENSIONI Quota 100 ecco chi andrà in pensione (e chi no). 

Pensioni QUOTA 100 parte a febbraio 2019: Fornero addio. Ma con un dubbio: quanti pensionati ‘anticipati’ porterà in dote? Luigi Di Maio, ospite a Porta a Porta, ha parlato di 500mila persone che, grazie alla riforma (e alle quattro finestre l’anno previste) potranno lasciare il lavoro anticipatamente. Ricordiamo che nella  bozza della manovra, arrivata alla Commissione Ue, si parla di una soglia minima di contributi di 38 anni per raggiungere il totale di 100 tra età e versamenti (ribadiamo altresì quindi che la logica del 64+36 e 63+37 non vale: sia a 63 anni che a 64 anni si andrà in pensione solo con 38 anni di contributi previdenziali e quota 100 diventerebbe quota 101 o quota 102). La società Tabula aveva fatto due simulazioni su quante persone sarebbero potute andare in pensione. Tale simulazione era stata fatta prima che venisse pubblicato il documento programmatico del governo. Nella prima (47,5 anni di contributi minimi per uscire dal lavoro), a beneficiare della riforma delle pensioni con quota 100 sarebbero state 660mila persone. Ma non pare la situazione che avverrà. La seconda che partiva con un’età di 62 anni per andare  in pensione parlava di 350mila persone, con un costo per lo stato di 8,5 miliardi il primo anno e 11 miliardi a regime. Resta poi aperta una seconda questione: quanto si perde nell’assegno pensionistico usufurendo di quota 100? Un dipendente pubblico che va in pensione con ‘quota 100’ potrebbe perdere fino a 500 euro al mese, aveva detto il presidente dell’Inps Tito Boeri durante un’audizione alla Commissione Lavoro alla Camera. “Un lavoratore pubblico che va in pensione adesso con 62 anni e 38 di contributi, rispetto che andare con una pensione piena a 67 anni – ha detto – molto approssimativamente potrebbe perdere 500 euro al mese”. Ma anche su queste cifre non c’è assolutamente nulla di confermato e solo le prossime settimane chiariranno meglio i contorni e le cifre della cosiddetta quota 100 pensioni.

PENSIONI QUOTA 100 E ABBATTIMENTO DELLA FORNERO: I NUMERI POSSIBILI 

infografica ipotesi pensioni

Pensioni quota 100 “accelererà turn over generazionale”, parla Tria 

Pensioni quota 100 farà ripartire l’economia. Ecco perché. La Riforma Fornero, oltre ad “aver ridotto la crescita del Pil” nei primi anni dalla sua introduzione nel 2011, “ha determinato” altri “problemi nel breve periodo”, tra cui il rallentamento “del naturale turn over” generazionale. Ne e’ convinto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, secondo il quale “le esigenze di oggi richiedono una riposta nuova e un’accelerazione del turn over per permettere l’ingresso di nuove competenze” nel mercato del lavoro. Pertanto con la riforma delle Fornero con l’introduzione di quota 100, ha aggiunto Tria dal palco dell’assemblea di Assolombarda, si punta a un “ricambio generazionale che permettera’ di fare inserire o almeno di facilitare l’ingresso di nuove competenze nel mondo del lavoro”.

PENSIONI, SALVINI: FINALMENTE STIAMO ABBATTENDO LEGGE INFAME 

Pensioni, l’ho detto per tanti anni, finalmente posso farlo: la legge infame la stiamo abbattendo. Con quota 100 dal 2019 restituiremo a 400mila italiani il loro tempo e i loro affetti. Non riusciamo a fare tutto e subito, ma il nostro obiettivo e’ sempre quello: il diritto alla pensione e alla vita e’ sacrosanto! Dalle parole ai fatti. #StopFornero“. Lo scrive su facebook Matteo Salvini, ministro dell’Interno.

Pensioni Quota 100: 4 finestre di uscita e 4 opzioni. Ecco quali 

Pensioni: arriva quota 100 per consentire il pensionamento anticipato con 62 anni di eta’ e 38 di contributi. Le finestre di uscita di quota 100 saranno quattro.  Il requisito dei 38 anni di versamenti resta fermo nel caso si abbiano età superiori. Quindi a 63, 64, 65 e 66 anni d’età la quota diventa rispettivamente 101 (63+38), 102, 103 e 104. La misura costa circa 6,7 miliardi. A 67 anni si potrà continuare a uscire secondo le regole della pensione di vecchiaia, cioè avendo almeno 20 anni di contributi. Quota 100 avrà quattro finestre annuali, una ogni tre mesi. Chi avrà i requisiti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà l’assegno a luglio, e così via. Quota 100 partirà a febbraio, hanno fatto sapere i rappresentanti del Governo Lega-M5S. 

PENSIONI, PROROGA OPZIONE DONNA 

Sempre in tema di pensioni per le donne si proroga ‘Opzione Donna’, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione.

PENSIONI, TAGLIO PENSIONI D’ORO SOPRA 4.500 EURO

Taglio sulle pensioni d’oro sopra i 4.500 euro netti mensili. Dalla stretta sugli assegni piu’ elevati il governo punta a risparmiare un miliardo in tre anni.

Fonte : http://www.affaritaliani.it/sport/pensioni-news/pensioni-quota-100-quanto-verra-tagliato-l-assegno-pensioni-news-567785.html?refresh_ce

Federal Reserve

Federal Reserve e la fine del (petro)dollaro: quello che non devi sapere

(InsanelyNews) La capacità degli Stati Uniti di mantenere la propria influenza sul resto del mondo sta diminuendo lentamente.

Introduzione

La federal reserve è una struttura privata e indipendente dal governo statunitense, con finalità pubblicistiche e con alcuni aspetti di natura privatistica. La Fed viene considerata una banca centrale indipendente perché le sue decisioni non sono ratificate da alcun organo del potere esecutivo o legislativo.

Il Federal System è oggi costituito da una agenzia governativa centrale, il Board of Governors of the Federal Reserve System – con sede nella capitale Washington D.C. e composto da 7 governatori nominati dal Presidente degli Stati Uniti – e da dodici Federal Reserve Bank regionali, i cui presidenti sono nominati con complesse procedure.

Sia il Board che le 12 Reserve Bank condividono responsabilità nel campo della vigilanza sugli intermediari finanziari e le loro attività, nonché per quanto riguarda l’offerta di servizi bancari alle istituzioni creditizie e al governo. Uno dei principali componenti del Federal Reserve System è il Federal Open Market Committee (FOMC), composto da 12 membri: tutti i 7 membri del Board of Governors, dal presidente della Federal Reserve Bank di New York e, a rotazione, da 4 dei rimanenti 11 presidenti delle altre Reserve Bank federali. Il FOMC è responsabile della definizione delle operazioni di mercato aperto, il principale strumento della Fed per influenzare i tassi di interesse sui mercati monetari e finanziari.

Il Petrodollaro

Da quando il petrodollaro  venne istituito nel 1971, la moneta ha monopolizzato il commercio internazionale grazie a scambi con l’OPEC e continui interventi militari. C’è però una crescente opposizione allo standard americano, aumentata recentemente dal fatto che diversi Stati del Golfo hanno bloccato il Qatar, accusato di finanziare il terrorismo.

Nonostante la narrativa principale, ci sono diverse altre ragioni per cui Qatar è nel mirino. Negli ultimi due anni, ha condotto oltre $86 miliardi di transazioni in yuan e ha firmato altri accordi con la Cina che incoraggiano ulteriormente la cooperazione economica. Il Qatar ha inoltre i maggiori giacimenti di gas naturale del mondo, assieme a quelli iraniani, dando ai due paesi una significativa influenza regionale.

Nel frattempo, i debiti incontrollabili e le divisioni politiche degli Stati Uniti sono segni evidenti di vulnerabilità.

I cinesi e i russi hanno istituito in modo proattivo sistemi finanziari alternativi per chi cerca di allontanarsi dalla Fed.

Dopo che l’FMI ad ottobre ha accettato lo yuan nel suo paniere di valute di riserva, investitori ed economisti hanno finalmente cominciato a prestare attenzione. Il potere economico detenuto dalla Federal Reserve è stato fondamentale nel finanziamento dell’impero americano, ma sono in corso grossi cambiamenti geopolitici. La reputazione degli americani, dopo decenni di guerre non dichiarate, di sorveglianza di massa e di politica estera catastrofica, si è totalmente rovinata.

I BRICS non stanno sfidando frontalmente l’ordine stabilito

Una delle migliori risorse rimastele è la forza militare, che però è inutile se priva di una forte economia che la finanzi. I BRICS non stanno sfidando frontalmente l’ordine stabilito, ma hanno invece scelto di minarne il sostegno finanziario.

Il Qatar è solo l’ultimo dei paesi che hanno adottato misure per aggirare il dollaro.
La Russia ha fatto scalpore nel 2016 quando ha iniziato ad accettare pagamenti in yuan ed è divenuta il maggiore partner petrolifero della Cina, rubando una grande quota di mercato all’Arabia Saudita.
Anche l’Iran ha mollato il dollaro all’inizio di quest’anno in risposta al travel ban di Trump.

Alla fine, anche i nostri alleati cominceranno a chiedersi cosa serva meglio i propri interessi.

Altri paesi potrebbero seguire l’esempio Britannico

Molti paesi europei sono arrabbiati con i burocrati non eletti di Bruxelles su temi quali immigrazione, terrorismo e austerità. Se le cose peggiorassero, altri paesi potrebbero potenzialmente seguire l’esempio britannico e votare per uscire. È evidente che i paesi dell’Europa dell’est guarderanno verso Oriente per ottenere le risorse di cui le loro economie necessitano.

 

Cina, Russia e India sono davanti a tutti e hanno iniziato anni fa a fare scorta di oro.

Sanno che i beni fisici, e non il denaro fiat, saranno la vera misura della ricchezza nel futuro prossimo. L’iperinflazione storica verificatasi in questi paesi ha consolidato l’importanza dei metalli preziosi nei loro sistemi monetari. Purtroppo, la maggior parte degli americani ignora il passato e probabilmente alla prossima crisi vedrà ancora bailout del governo e denaro stampato. Anche i funzionari della FED hanno ammesso che il quantitative easing è l’unica soluzione.

Rinomati investitori hanno avvertito dell’attuale  spostamento di ricchezza dall’Ovest all’Est, ma burocrati e banchieri centrali rifiutano di ammettere quanto le cose possano diventare gravi. L’impatto sulla persona media potrebbe essere devastante se questa non è adeguatamente preparata.

L’economista e autore James Rickards riassume il perché Cina e Russia sono così interessate all’acquisto di metalli preziosi:

“Sono bloccati con i loro dollari. Temono, a ragione, che gli americani vogliano uscire dal loro debito di $19 miliardi giocando con l’inflazione. La soluzione della Cina è comprare oro. Se il dollaro si inflazionerà, il patrimonio del Tesoro cinese scenderà, ma il prezzo in dollari del suo oro salirà. Una grande riserva d’oro è una prudente diversificazione. I motivi della Russia sono geopolitici. L’oro è l’arma del 21° secolo per le guerre finanziarie. Gli Stati Uniti controllano i sistemi di pagamento in dollari e, con l’aiuto degli alleati europei, possono espellere gli avversari dallo Swift (il sistema di pagamenti internazionali). L’oro è immune da tali aggressioni, non può essere hackerato, cancellato o congelato. Usarlo è un modo semplice per i russi di evitare le interferenze statunitensi”.

Gli esperti mainstream continueranno a distrarre il pubblico con gli stessi ottimistici discorsi, ma approfittare della calma prima della tempesta è molto importante.

 

I banchieri centrali faranno di tutto per tenere in piedi il loro Ponzi scheme.

Solo i singoli individui possono attivarsi per proteggere sé stessi ed altri. Chi adotterà denaro sano e criptovalute prospererà in questa nuova e competitiva economia globale. Se l’America non riuscirà ad adattarsi, lo stesso sistema fiat che le ha dato potere la ridurrà in povertà.

Fonte: http://theantimedia.org

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di HMG

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