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Categoria: Italia

Pensioni quota 100 in arrivo… bye bye Fornero!

PENSIONI Quota 100 quanto verrà tagliato l’assegno.

L’assegno previdenziale in caso di pensione con quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi e via dicendo) che penalizzazione avrà? Secondo le stime del Sole 24 Ore (by Tabula, la società di ricerca di Stefano Patriarca) dovrebbe essere dal 5% al 21%. E il 21% è il limite massimo di riduzione sull’assegno: nelle proiezioni, verrà applicato a un operaio 62enne con uno stipendio netto di circa 1.600 euro e con cinque anni e tre mesi di anticipo sul ritiro dal lavoro. Minore è invece la penalizzazione se lo stesso operaio anticipa di solamente un anno e tre mesi la pensione grazie a quota 100: in questo caso si scende all’8%. E ancora. Un impiegato 64enne con una retribuzione mensile da 2mila euro netti se va in pensione con un anticipo da uno a tre anni avrà una riduzione dell’assegno dal 5% all’11%. Specifichiamo: le proiezioni sull’assegno di quota 100 pensioni si basano su quanto emerso sio ad oggi, in attesa del testo definitivo della legge di bilancio – che arriverà entro fine mese – che potrebbe modificare leggermente la situazione.

PENSIONI Quota 100 ecco chi andrà in pensione (e chi no). 

Pensioni QUOTA 100 parte a febbraio 2019: Fornero addio. Ma con un dubbio: quanti pensionati ‘anticipati’ porterà in dote? Luigi Di Maio, ospite a Porta a Porta, ha parlato di 500mila persone che, grazie alla riforma (e alle quattro finestre l’anno previste) potranno lasciare il lavoro anticipatamente. Ricordiamo che nella  bozza della manovra, arrivata alla Commissione Ue, si parla di una soglia minima di contributi di 38 anni per raggiungere il totale di 100 tra età e versamenti (ribadiamo altresì quindi che la logica del 64+36 e 63+37 non vale: sia a 63 anni che a 64 anni si andrà in pensione solo con 38 anni di contributi previdenziali e quota 100 diventerebbe quota 101 o quota 102). La società Tabula aveva fatto due simulazioni su quante persone sarebbero potute andare in pensione. Tale simulazione era stata fatta prima che venisse pubblicato il documento programmatico del governo. Nella prima (47,5 anni di contributi minimi per uscire dal lavoro), a beneficiare della riforma delle pensioni con quota 100 sarebbero state 660mila persone. Ma non pare la situazione che avverrà. La seconda che partiva con un’età di 62 anni per andare  in pensione parlava di 350mila persone, con un costo per lo stato di 8,5 miliardi il primo anno e 11 miliardi a regime. Resta poi aperta una seconda questione: quanto si perde nell’assegno pensionistico usufurendo di quota 100? Un dipendente pubblico che va in pensione con ‘quota 100’ potrebbe perdere fino a 500 euro al mese, aveva detto il presidente dell’Inps Tito Boeri durante un’audizione alla Commissione Lavoro alla Camera. “Un lavoratore pubblico che va in pensione adesso con 62 anni e 38 di contributi, rispetto che andare con una pensione piena a 67 anni – ha detto – molto approssimativamente potrebbe perdere 500 euro al mese”. Ma anche su queste cifre non c’è assolutamente nulla di confermato e solo le prossime settimane chiariranno meglio i contorni e le cifre della cosiddetta quota 100 pensioni.

PENSIONI QUOTA 100 E ABBATTIMENTO DELLA FORNERO: I NUMERI POSSIBILI 

infografica ipotesi pensioni

Pensioni quota 100 “accelererà turn over generazionale”, parla Tria 

Pensioni quota 100 farà ripartire l’economia. Ecco perché. La Riforma Fornero, oltre ad “aver ridotto la crescita del Pil” nei primi anni dalla sua introduzione nel 2011, “ha determinato” altri “problemi nel breve periodo”, tra cui il rallentamento “del naturale turn over” generazionale. Ne e’ convinto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, secondo il quale “le esigenze di oggi richiedono una riposta nuova e un’accelerazione del turn over per permettere l’ingresso di nuove competenze” nel mercato del lavoro. Pertanto con la riforma delle Fornero con l’introduzione di quota 100, ha aggiunto Tria dal palco dell’assemblea di Assolombarda, si punta a un “ricambio generazionale che permettera’ di fare inserire o almeno di facilitare l’ingresso di nuove competenze nel mondo del lavoro”.

PENSIONI, SALVINI: FINALMENTE STIAMO ABBATTENDO LEGGE INFAME 

Pensioni, l’ho detto per tanti anni, finalmente posso farlo: la legge infame la stiamo abbattendo. Con quota 100 dal 2019 restituiremo a 400mila italiani il loro tempo e i loro affetti. Non riusciamo a fare tutto e subito, ma il nostro obiettivo e’ sempre quello: il diritto alla pensione e alla vita e’ sacrosanto! Dalle parole ai fatti. #StopFornero“. Lo scrive su facebook Matteo Salvini, ministro dell’Interno.

Pensioni Quota 100: 4 finestre di uscita e 4 opzioni. Ecco quali 

Pensioni: arriva quota 100 per consentire il pensionamento anticipato con 62 anni di eta’ e 38 di contributi. Le finestre di uscita di quota 100 saranno quattro.  Il requisito dei 38 anni di versamenti resta fermo nel caso si abbiano età superiori. Quindi a 63, 64, 65 e 66 anni d’età la quota diventa rispettivamente 101 (63+38), 102, 103 e 104. La misura costa circa 6,7 miliardi. A 67 anni si potrà continuare a uscire secondo le regole della pensione di vecchiaia, cioè avendo almeno 20 anni di contributi. Quota 100 avrà quattro finestre annuali, una ogni tre mesi. Chi avrà i requisiti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà l’assegno a luglio, e così via. Quota 100 partirà a febbraio, hanno fatto sapere i rappresentanti del Governo Lega-M5S. 

PENSIONI, PROROGA OPZIONE DONNA 

Sempre in tema di pensioni per le donne si proroga ‘Opzione Donna’, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione.

PENSIONI, TAGLIO PENSIONI D’ORO SOPRA 4.500 EURO

Taglio sulle pensioni d’oro sopra i 4.500 euro netti mensili. Dalla stretta sugli assegni piu’ elevati il governo punta a risparmiare un miliardo in tre anni.

Fonte : http://www.affaritaliani.it/sport/pensioni-news/pensioni-quota-100-quanto-verra-tagliato-l-assegno-pensioni-news-567785.html?refresh_ce

Generoso Maraia nell’uninominale. Tra i maggiori eletti in Campania

[InsanelyNews] Eletti M5S Camera e Senato: primo partito con oltre il 32 per cento, il movimento pentastellato si è assicurato 221 seggi alla Camera

133 in base alla quota proporzionale e 88 seggi in base alla quota uninominale.

Per quanto riguarda il Senato, invece, sono 112 i seggi assicurati: 44 in base alla quota uninominale e 68 in base alla quota proporzionale.

Lo tzunami del Movimento Cinque Stelle in Irpinia e Campania spazza via gli altri partiti. Ben cinque eletti tra Camera e Senato: Michele Gubitosa (Avellino) e Generoso Maraia (Ariano Irpino) nei collegi unnominali e Carlo Sibilia e Maria Pallini nel listino proporzionale.
Riconferma, però con passaggio dal Senato alla Camera, per Cosimo Sibilia di Forza Italia.
Nel Partito Democratico eletto il capolista del proporzionale Umberto Del Basso De Caro.
Doccia fredda invece sul quinto seggio strappato a vantaggio di Salerno e sul quale confidavano uno tra il candidato della Lega Nord Marco Pugliese e il capolista di Fratelli d’Italia, il sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo.
Al Senato approda per il Movimento Cinque Stelle Ugo Grassi, eletto nel collegio uninominale Avellino-Ariano Irpino.

 

 

UNINOMINALE CAMERA: GLI ELETTI

Per il proporzionale i nomi non sono del tutto ufficiali e bisognerà valutare le possibili rinunce e i calcoli diversi nell’ultima versione del Nominale, mentre per l’uninominale i nomi sono blindati, sia alla Camera che al Senato.

Partiamo da Palazzo Montecitorio, dove il M5S ha ottenuto grandi risultati, ben superiori alle elezioni del 2013: se al Nord gli eletti sono pochi, con il Centrodestra che ha fatto razzia, al Sud come vi abbiamo già detto c’è stata l’en plein.

Ecco gli eletti al Sud del M5S: Salvatore Micillo, Luigi Di Maio, Vincenzo Spadafora, Andrea Caso, Doriana Sarli, Rina De Lorenzo, Raffaele Bruno, Roberto Fico, Silvana Nappi, Gianfranco Di Sarno, Luigi Gallo, Catello Vitiello, Angela Ianaro, Generoso Maraia, Michele Gubitosa, Antonio Del Monaco, Giuseppe Buompane, Nicola Grimaldi, Virginia Villani, Nicola Provenza, Nicola Acunzo.

 

Questo, invece, l’elenco dei candidati in Sicilia, dove il M5S ha ottenuto più eletti che seggi disponibili: Leonardo Salvatore Detto Aldo Penna, Giorgio Trizzino, Roberta Alaimo, Vittoria Casa, Giuseppe Detto Mongiovì Chiazzese, Piera Aiello, Dedalo Cosimo Gaetano Detto Dedalo Pignatone Pignatone, Michele Sodano, Vita Martinciglio, Francesco D’Uva, Mattia Villarosa, Andrea Giarrizzo, Giulia Grillo, Maria Laura Detta Laura Paxia, Simona Suriano, Eugenio Saitta, Marialucia Lorefice, Maria Marzana, Paolo Ficara.

UNINOMINALE SENATO: GLI ELETTI

Questo, invece, l’elenco di tutti i senatori M5S eletti al Senato: Mattia Crucioli in Liguria; Donatella Agostinelli, Mauro Coltorti e Giorgio Fede nelle Marche; Paola Taverna, Pierpaolo Sileri e Giulia Lupo nel Lazio; Primo Di Nicola in Abruzzo; Luigi Di Marzio in Molise; Danila de Lucia, Vilma Moronese, Ugo Grassi, Maria Domenica Castellone, Raffaele Mautone, Franco Ortolani, Paola Nugnese, Francesco Urraro, Virginia La Mura, Andrea Cioggi e Francesco Castiello in Campania; Gianmauro Dell’Olio, Angela Anna Bruna Piarulli, Ruggiero Quarto, Marco Pellegrini, Patty L’Abbate, Iunio Valerio Romano, Barbara Lezzi e Mario Turco in Puglia; Saverio De Bonis in Basilicata; Margherita Corrado, Nicola Morra, Silvia Vono in Calabria; Stanislao Detto Steni Di Piazza, Loredana Russo, Francesco Detto Franco Mollame, Gaspare Antonio Detto Rino Marinello, Pietro Lorefice, Grazia D’Angelo, Tiziana Carmela Rosaria In Stivala Drago, Nunzia Catalfo, Giuseppe Detto Pino Pisani in Sicilia; Giovanni Marilotti, Emiliano Fenu e Vittoria Francesca Maria Bogo Deledda in Sardegna.

 

Elezioni politiche 2018 e le Elezioni regionali in Lombardia e in Lazio.

Ciriaco De Mita

Ciriaco De Mita in Procura per due ore da Vincenzo D’Onofrio

InsanelyNews – Ciriaco De Mita in Procura per due ore.

 

«Meglio che non dico nulla», ha risposto il sindaco in modo serafico all’uscita del tribunale di Avellino. Erano da poco passate le 17. Ci era entrato due ore prima accompagnato, fin sull’uscio, dal suo vicesindaco, Walter Vigilante. De Mita è stato convocato in Procura come persona informata dei fatti nell’inchiesta sulle onlus “Aias” e “Noi con loro”. (Alle 19.45 il servizio su 696 Tv con Angelo Giuliani)

Al vaglio degli inquirenti avellinesi ci sarebbe una telefonata del 20 febbraio 2016 tra il giudice salernitano Mario Pagano nel frattempo arrestato per corruzione e lo stesso De Mita, in cui il sindaco di Nusco avrebbe chiesto a Pagano di ricevere un certo “Bigotta per una semplice cortesia”.

Il dubbio degli investigatori è che in realtà si riferisse a Gerardo Bilotta l’ex presidente della Onlus Aias che, insieme alla moglie di De Mita, Annamaria Scarinzi, è il principale indagato nella inchiesta aperta per far luce sui conti del centro di assistenza e riabilitazione di Via Morelli.

Bilotta si è dimesso dopo i primi sviluppi giudiziari dell’inchiesta. Alle 17 l’ex presidente del consiglio dei ministri ha lasciato palazzo di giustizia nessun commento con i giornalisti che lo attendevano all’esterno. E’ salito in auto ed è andato via non prima però di un criptico: “E’ meglio che non dico nulla”.

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incendi canadair

Incendi : flotta statale, appalti privati e alterazioni dei costi pubblici

(InsanelyNews)  Incendi : i Canadair e gli elicotteri antincendio sono gestiti da privati!

Lo scrive sulla propria pagina facebook Gherardo Chirici, professore associato di Inventari forestali e telerilevamento presso Università degli Studi di Firenze. Contratti sempre alle stesse ditte. Chiede il docente: “E se non ci fossero più incendi queste ditte che vendono i loro servizi di antincendio otterrebbero ancora i loro appalti milionari?”

Sorpresa: i Canadair che in questi giorni sorvolano il Sud Italia, e in particolare la Sicilia, al costo di 14 mila euro l’ora, per spegnere gli incendi sono gestiti da privati. La stessa cosa riguarda gli elicotteri per il salvataggio e la lotta agli incendi. Lo scrive sulla propria pagina facebook Gherardo Chirici, professore associato di inventari forestali e telerilevamento presso Università degli Studi di Firenze. Post riportato sulla pagina facebook del SI.F.U.S., il Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione (qui la pagina facebook).

“Tutti forse lo sanno già… – scrive il docente universitario – ma vorrei ricordare che la nostra famosa flotta di 19 Canadair così come la maggior parte della flotta di elicotteri per il salvataggio e la lotta agli incendi è privata. Ogni anno i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e gli altri enti danno in appalto questi servizi di soccorso dal cielo. I contratti se li aggiudicano sempre le stesse ditte”.

Possibile? A quanto pare sì:

Tant’è – scrive sempre il professore Gherado Chirici – che dopo aver osservato un campione di 18 gare d’appalto, è intervenuta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Il docente universitario riporta anche il passaggio dell’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dove si leggono i nomi delle società e dove si parla di possibili violazioni:

“RITENUTO, pertanto, che le condotte sopra descritte poste in essere dalle società Babcock Mission Critical Services Italia S.p.A. (già Inaer Aviation Italia S.p.A.), Airgreen S.r.l.Elifriulia S.r.l., Heliwest S.r.l., Eliossola S.r.l., Elitellina S.r.l., Star Work Sky S.a.s. e dall’Associazione Elicotteristica Italiana sono suscettibili di configurare un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del TFUE”.

Testo del provvedimento – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, 14 Marzo 2017.

Amaro il commento del docente universitario:

“E se non ci fossero più incendi queste ditte che vendono i loro servizi di antincendio otterrebbero ancora i loro appalti milionari? Quando vedete un bel Canadair che sgancia la sua bomba d’acqua di 6000 litri pensateci…”.

La repubblica fa il punto:

Quindi, diciassette appalti regionali per elicotteri di pronto intervento. Questi li hanno vinti sei società italiane, tutte del Nord, per gare allestite dalle Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli, Toscana, Lazio, Sardegna, Campania e Sicilia. Il Lazio, nel 2016, ha assegnato l’appalto alla Heliwest di Isola d’Asti: 10 milioni, 10 elicotteri a disposizione.

La Finanza ha sequestrato i documenti. In Valle d’Aosta l’unico offerente nel 2009 e nel 2014 è stato Airgreen di Robassomero (Torino).

In Friuli nel 2015 unico partecipante (e vincitore) dopo un’asta andata deserta è stata Elifriulia di Ronchi dei Legionari.

L’Antitrust ipotizza che le sette sorelle del soccorso dal cielo (ci sono anche Eliossola di Domodossola, Elitellina di Sondrio e Star Work Sky di Strevi, Alessandria) abbiano condizionato «in senso anticompetitivo le procedure pubbliche di affidamento».

Tutte e sette le aziende sono nell’Associazione elicotteristica italiana, a sua volta responsabile «di un’intesa restrittiva della concorrenza ». La multinazionale Babcock allo spegnimento degli incendi italiani offre 19 Canadair, gli altri sei gruppi sotto inchiesta 90 elicotteri e 3 aerei Cessna.

 

Tratto da laRepubblica

Facelia estinzione api

Api : la Facelia contro l’estinzione e come concime naturale per la terra

(InsanelyNews)  La Phacelia tanacetifolia (più nota comunemente con il nome di Facelia) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Hydrophyllaceae (da wikipedia.org)
La Facelia è una pianta annuale con portamento eretto che può raggiungere un metro di altezza.

Il fusto è cavo. Le foglie pennate sono coperte di peli e assomigliano a quelle del tanaceto (per questo detta tanacetifolia). il fiore ha un’infiorescenza scorpioide con fioritura ascalare che si protrae per diverse settimane, di colore violetto-bluastro. I cinque stami e i due stili escono chiaramente dal fiore a cinque petali.

L’infiorescenza

ha la caratteristica di essere arrotolato a spirale che la rende particolarmente bella per cui la Facelia viene usata anche come fiore reciso sia fresco che essiccato. Il fiore produce polline e nettare di altissima qualità e attrae le api portando ad una produzione di miele che raggiunge e supera i 10 qli/ha: è una buona pianta mellifera.

Nel centro e nord Europa viene utilizzata come foraggera per fornire fibra di alta qualità ai bovini.

Il Vicentino particolarmente interessato al fiore “ salva – api ”, con una spettacolare infiorescenza violacea, che funziona anche come concime naturale una volta sfiorito.

Il Comune di Arcugnano si è fatto promotore da qualche mese, in collaborazione con Coldiretti e Sis, Società Italiana Sementi con sede a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, di divulgare la coltivazione della facelia. E la risposta del territorio è andata oltre le attese. Ad Arcugnano sono arrivate chiamate da tutta la Provincia, da Breganze a Sossano, da Trissino a Zovencedo, e i 200 chili di sementi a disposizione ai magazzini comunali di Torri per circa 20 ettari di terreno, forniti gratuitamente dalla Sis, sono praticamente già assegnati o prenotati.

“Si tratta per lo più di coltivatori diretti o apicoltori – spiega l’assessore all’ambiente Gino Bedin – un’azienda importante di Arcugnano ha già fissato sementi per 10-12 ettari, altre invece hanno prenotato per 5/6 ettari complessivi. E poi ci sono tante microrealtà che hanno chiesto sementi per 500 o 1000 metri quadrati di terreno. Abbiamo anche avviato una collaborazione con Zovecendo, per una superficie di 2000/3000 metri quadrati, in cui gli apicoltori hanno compreso il valore agronomico oltre che ambientale dell’operazione facelia e quindi sono già venuti a prendersi le sementi“.

 

“Ma ci hanno chiamato anche tanti privati – continua l’amministratore – persone che hanno chiesto di poterla coltivare nell’orto o nell’aiuola davanti casa. In questi giorni una piccola realtà di Altavilla, 500 metri di orto con 4 arnie di api, ha chiesto le sementi per procedere alla coltivazione. Saranno almeno una trentina i contatti che abbiamo avuto. I semi sono a disposizione gratuitamente, ma qualcuno era disposto pure a pagare per avere la facelia“.

Un fiore che al di là dell’aspetto estetico, sicuramente di grande impatto, rappresenta una sorta di concimazione naturale del terreno, perché una volta sfiorita lo arricchisce di materia organica naturalmente, senza contare che è una sorta di salvezza per le api e la produzione di miele di qualità, perché se seminata a giugno, fiorisce a luglio e agosto, periodo in cui le api vanno in difficoltà per la mancanza di fioriture.

“Stiamo praticamente già raccogliendo adesioni per un eventuale progetto il prossimo anno – aggiunge l’assessore Bedin – speriamo che la Sis appoggi nuovamente l’iniziativa. Si potrebbe anche pensare ad un progetto di consegna a domicilio delle sementi. L’idea ci era piaciuta subito, ma non era così scontato far passare il messaggio ai coltivatori, perché far crescere la facelia non porta reddito e quindi come secondo raccolto si potrebbe pensare ad altro, come la soia. Invece l’interesse è stato notevole, dai coltivatori diretti in primis e poi dagli hobbisti e apicoltori in particolare.Siamo decisamente soddisfatti dell’inaspettato successo dell’operazione, che speriamo di poter ripetere anche il prossimo anno, in modo da poter dare risposta alle tante richieste e continuare ad abbellire il territorio di Arcugnano”.

Vaticano

Vaticano, fermato un monsignore: festini gay e droga

(InsanelyNews) Vaticano, fermato un monsignore: festini gay e droga al Palazzo dell’ex Sant’Uffizio

Un festino gay a base di droga.

È quello che hanno scoperto gli uomini della Gendarmeria del Vaticano in un blitz all’interno di un appartamento nel Palazzo dell’ex Sant’Uffizio.

Proprio lì dove per un quarto di secolo l’allora cardinale Joseph Ratzinger ha svolto il suo incarico di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede prima di essere eletto Papa.

L’inquilino dell’appartamento, stando a quanto raccontano in Vaticano, è un monsignore che svolge le mansioni di segretario di un importante porporato a capo di un dicastero della Curia romana.

L’uomo, subito fermato dalla Gendarmeria, è stato prima ricoverato per un breve periodo nella clinica romana Pio XI per disintossicarsi dalle sostanze stupefacenti, e attualmente si trova in ritiro spirituale in un convento in Italia.

 

In Vaticano bocche cucite o quasi sull’operazione delicatissima svolta dagli uomini comandati da Domenico Giani.

Qualcuno si lascia scappare di essersi lamentato più volte per un continuo via vai dal portone di ingresso, la sera, di persone che erano abituali frequentatori del monsignore fermato. All’interno dei sacri palazzi spiegano che l’appartamento dove si consumavano i festini a luci rosse a base di droga non doveva essere assegnato al segretario di un capo dicastero.

Si tratta, infatti, di un’abitazione riservata ai superiori: prefetti, presidenti o segretari della Curia romana e non semplici monsignori.
Così come aveva destato diversi malumori che il presule in questione avesse una macchina lussuosa con la targa della Santa Sede.
Anche questo è un privilegio riservato ad alti prelati.
Evidentemente, come emerso anche da alcune ricostruzioni fatte in Vaticano, era proprio questo veicolo che consentiva al suo proprietario di trasportare la droga senza essere mai fermato dalla polizia italiana.

Si racconta di un Papa a dir poco infuriato quando, dopo che era arrivata la soffiata ed era stata decisa l’operazione della Gendarmeria, ha saputo che il monsignore era stato beccato sul fatto.

Tra i condomini del Palazzo dell’ex Sant’Uffizio l’imbarazzo è diffuso, ma anche la rassicurazione che, almeno per il momento, tornerà a regnare un po’ di tranquillità nell’edificio. Il suo ingresso principale, infatti, dà direttamente su piazza del Sant’Uffizio che è già territorio italiano ed è fuori da ogni controllo delle Guardie Svizzere e della Gendarmeria.

Chiunque, di giorno e di notte, può entrare liberamente in Vaticano da questo accesso senza subire alcun controllo e senza ovviamente essere schedato. Una location perfetta per godere dei privilegi dell’extraterritorialità senza però dover sottostare né ai controlli dello Stato italiano, né a quelli della Città del Vaticano.

 

Risolta, per usare un eufemismo, la vicenda a dir poco incresciosa del monsignore, resta da chiarire la posizione del cardinale di cui era segretario.

“Possibile che non si sia mai accorto di nulla? Eppure diceva che lavoravano insieme fino a tardi”, si lascia scappare ancora un alto prelato.

Si vocifera che, considerando anche l’età del porporato che ha ampiamente superato i 75 anni, ovvero l’età canonica delle dimissioni, Francesco abbia deciso di accelerarne il pensionamento anche a causa degli ultimi avvenimenti.

“Aveva proposto il suo segretario per l’episcopato. Fortuna che non lo hanno nominato vescovo. Ora che cosa sarebbe successo?”, è la considerazione di un presule condivisa anche da altri confratelli.

Ma qualcuno ha fermato questa nomina prima che fosse troppo tardi.

fonte: ilfattoquotidiano

sos acqua

Campania SOS acqua: è emergenza siccità…Rete idrica bucata per il 30%

(InsanelyNews) In Campania dove non piove da circa 18 mesi,  e’ SOS acqua tra emergenza siccità e rete idrica bucata.

L’emergenza “ACQUA” tocca in particolar modo la provincia di Salerno, la costiera amalfitana e cilentana, Capri e Ischia mettendo in in ginocchio il settore agricolo poiché gli invasi idrici non sono in grado di assicurare un rifornimento adeguato.

E’ quanto sottolinea Legambiente Campania che denuncia un sistema idrico, con elevati consumi, in particolare del settore agricolo, una rete di captazione, adduzione e distribuzione che fa acqua da tutte le parti (e non è un gioco di parole)e la mancata messa in pratica del riutilizzo delle acque reflue depurate.

Secondo i dati Istat ogni italiano consuma in media 245 litri di acqua potabile al giorno ma gli acquedotti perdono il 40 % dell’acqua.

A Napoli, ogni cittadino consuma in media 154,7 litri al giorno con il 34,30% di perdite idriche reali.

I cittadini salernitani registrano bassi consumi 116 litri giorno ma hanno una dispersione nella rete pari al 56,50%, la peggiore tra i cinque capoluoghi di provincia.

Benevento ottiene il miglior risultato in Campania con un consumo di 134 litri al giorno e il 28,90% di perdite idriche reali.

Caserta e Avellino registrano il 46% di perdite idriche reali.

Inoltre la diminuzione delle piogge, in Campania si registra un 30% in meno di precipitazioni, mette a rischio le produzione agricole: oltre 13% sono a rischio.

Il tutto viene ulteriormente aggravato da una urbanizzazione selvaggia che in Campania ha impermeabilizzato e compromesso, alla luce dei più recenti dati ISPRA sul consumo di suolo, una superficie di 145.872 ettari, e interessano quindi l’11% circa dell’intero territorio regionale.

Nel dettaglio le pianure alluvionali risultano urbanizzate per il 25% della loro totale estensione, le fertili pianure pedemontane per il 26%, i complessi vulcanici per il 28%, fino ad arrivare al 31% delle pregiate aree costiere.

Davanti a questi numeri , Legambiente ribadisce la necessita di incentivare una corretta e sostenibile gestione della risorsa idrica, che da una parte riduca la domanda e i consumi e dall’altra incrementi l’efficienza degli usi, per evitare, anche in risposta ai mutamenti climatici in atto, fenomeni di crisi per la regione .

Sul fronte agricoltura…

L’agricoltura è la prima vittima di questa emergenza siccità, settore che inCampania richiede oltre 500 milioni di m3 di acqua all’anno, per Lega-ambiente occorre ripensare ad una riconversione del sistema di irrigazione dei terreni agricoli in prevalenza(60%) fondato sulla modalità poco efficaci (aspersione o pioggia, scorrimento/infiltrazione) puntando a sistemi di microirrigazione e a goccia, che possono garantire almeno il 50% del risparmio di acqua utilizzata e rivedere completamente il sistema di tariffazione degli usi dell’acqua, con un sistema di premialità e penalità che valorizzi le esperienze virtuose. Occorre poi ragionare sugli scenari futuri di riconversione agricola verso colture meno idroesigenti, o comunque adeguate alle condizioni climatiche e alle disponibilità idriche del territorio. – si deve poi rivedere.

Riuso dell’acqua

Per ridurre i prelievi di acqua e gli scarichi nei corpi idrici ricettori, occorre praticare il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura, così come nell’industria. Ma per farlo è ormai urgente modificare il decreto del Ministero dell’ambiente n. 185/2003 sul riuso dell’acqua. Sul piano della gestione della risorsa è necessario che le Regioni mettano in campo politiche indirizzate verso il risparmio e l’efficienza nell’uso dell’acqua.

Oggi i nuovi Piani di gestione a livello di distretto idrografico, calati poi nei Pta regionali, devono prevedere strumenti concreti che si trasformano in piani di gestione locale, indirizzati al risparmio e alla tutela quantitativa della risorsa idrica.

Occorre, inoltre, rendere sempre più efficace il sistema dei controlli preventivi da parte degli enti locali e di quelli repressivi da parte delle forze dell’ordine, dei prelievi abusivi di acqua dalle aste fluviali e dalle falde, così come occorre aggiornare il censimento dei pozzi di prelievo idrico ed irriguo.

Infine l’associazione ambientalista ricorda il tema della risorsa idrica rappresenta un fattore chiave anche per la sostenibilità in edilizia, per questo è fondamentale inserire sempre di più la voce del risparmio idrico all’interno dei regolamenti edilizi. Mettere in pratica azioni per il risparmio della risorsa idrica nelle case (attraverso la raccolta della pioggia e la separazione, trattamento e riuso delle acque grigie), così come nelle attività industriali e agricole, e adottare dei regolamenti edilizi per la riqualificazione degli edifici anche dal punto di vista idrico sono scelte obbligate e fondamentali, per una concreta politica di tutela della risorsa. Ma soprattutto sono interventi a basso costo, da parte delle amministrazioni, che consentono da subito risultati concreti.

 

Fonte

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