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ipotalamo

Ipotalamo : trovata la centralina che controlla l’invecchiamento

(InsanelyNews) Il trapianto o la perdita di cellule staminali dell’ipotalamo potrebbero, rispettivamente, rallentare o accelerare l’invecchiamento. A suggerirlo, uno studio condotto in topi di mezza età pubblicato sulla rivista Nature.

Trovata nel cervello la ‘centralina’ che controlla l’invecchiamento: è l’ipotalamo, struttura del sistema nervoso dalle molteplici funzioni, che agisce attraverso le sue cellule staminali. Sono queste infatti a modulare la velocità con cui compaiono i segni dell’età. A seconda di come sono ‘dosate’, un po’ come i pedali dell’auto, possono dare l’accelerata o una frenata alla comparsa dei sintomi dell’età, ma anche allungare la vita. Lo hanno dimostrato i test fatti sui topi dai ricercatori dell’Albert Einstein College, guidati da Dongsheng Cai.

Sebbene sia noto che il sistema nervoso svolga un ruolo nell’invecchiamento e recenti ricerche abbiano mostrato che l’ipotalamo sia particolarmente importante in questo senso, l’esatto processo che posta alla comparsa dei segni fisici dell’invecchiamento è ancora praticamente sconosciuto. Saranno necessarie ulteriori ricerche per determinare se gli effetti manifestati nella ricerca possano essere ricondotti anche all’uomo.

Neurogenesi e invecchiamento

Le cellule staminali neurali adulte (NCS) risiedono in alcune regioni regioni del cervello e soprattutto nell’ipotalamo. Tra i loro compiti, la neurogenesi, ossia la formazione di neuroni, e molti altri aspetti del funzionamento cerebrale. Una diminuzione nella neurogenesi è legata a diversi disordini associati all’invecchiamento.
Recenti ricerche mostrano che l’ipotalamo potrebbe avere un ruolo nell’invecchiamento sistemico. Dongsheng Cai e colleghi dell’Albert Einstein College of Medicine di New York hanno cercato di capire se le NCS potrebbero essere responsabili per questo tipo di processo.

L’ipotalamo, oltre a regolare crescita, sviluppo, riproduzione e metabolismo, è dunque fondamentale nel processo di invecchiamento. Al suo interno custodisce delle cellule staminali neuronali adulte, il cui compito è formare nuovi neuroni. “Il loro numero cala naturalmente durante il corso della vita, con un’accelerazione nell’invecchiamento”, precisa Cai.

Gli effetti della perdita non sono però irreversibili, come hanno dimostrato i ricercatori. Con l’aggiunta di “queste nuove cellule, o delle molecole da loro prodotte, è infatti possibile rallentare, e perfino annullare alcuni effetti dell’invecchiamento nel corpo”, continua Cai. La loro importanza è stata dimostrata nei test fatti su topi di mezza età. “Su alcuni di loro è stata bloccata la produzione dell’ipotalamo. In questo modo si è visto che gli animali sono invecchiati più in fretta e hanno vissuto meno”, commenta Giuseppe Novelli, genetista dell’università Roma Tor Vergata.

Gli scienziati hanno indotto la perdita di specifiche cellule staminali in molti modelli murini e, così facendo, hanno osservato cambiamenti fisiologici tipici dell’invecchiamento oppure una ridotta durata della vita. Viceversa, quando venivano impiantate cellule staminali in salute, l’invecchiamento era rallentato e aumentava la longevità nei topi.

Gli autori hanno anche scoperto che l’effetto anti-invecchiamento delle NSC dell’ipotalamo era parzialmente mediato dal microRNA esosomiale, che queste cellule secernono nel fluido cerebrospinale.
Gli scienziati, in conclusione, ritengono che la perdita delle cellule NSC dell’ipotalamo sia un’importante causa dell’invecchiamento di tutto l’organismo.
 Fonti: Ansa – dottnett
DIGIUNO

Digiuno : “Ecco come ci si può curare con poco, non-masticando 16 ore”

(InsanelyNewsItalia) Se prendiamo in considerazione l’evoluzione dell’umanità, in passato non si mangiava in continuazione perché il cibo non era sempre presente, e questi digiuni involontari aiutavano l’organismo rendendolo più resistente. Il nostro organismo nel corso della nostra evoluzione si è straordinariamente adattato a questa situazione durante milioni di anni.

 

Il Dott. Mark Mattson, è l’attuale capo del Laboratorio di Neuroscienze presso il National Institute on Aging, professore di neuroscienze presso la Johns Hopkins University, ed è uno dei più importanti ricercatori nel campo dei meccanismi cellulari e molecolari alla base di molteplici malattie neurodegenerative, come il Parkinson e il morbo di Alzheimer.
In un suo discorso divenuto famoso al TEDtalk afferma:
“Perché la dieta normale è composta da tre pasti giornalieri più spuntini vari? Non si tratta di un modo sano di nutrirsi, questa è la mia opinione, ma penso che ci siano molte prove a favore di questo mio ragionamento. C’è moltissima pressione su questo modello nutrizionale, e moltissimo denaro in gioco. L’industria alimentare guadagna se oggi salto la colazione? No! Anzi, perde una piccola parte del suo guadagno. Se la gente digiuna, l’industria alimentare non fa soldi. Che dire delle industrie farmaceutiche? E se le persone praticano periodicamente il digiuno intermittente, diventando più sane, l’industria farmaceutica può fare soldi sulle persone sane?”

I punti cruciali della ricerca scientifica

Mark e il suo team hanno pubblicato diversi articoli che dimostrano come il digiuno due volte alla settimana potrebbe ridurre significativamente il rischio di sviluppare sia il morbo di Parkinson che l’Alzheimer.
“È noto da tempo che i cambiamenti nella dieta abbiano effetti sul cervello. Anche i bambini che soffrono di crisi epilettiche sembrano avere meno problemi quando sono sottoposti a restrizione calorica o digiuni. Si ritiene che il digiuno protegga il cervello dai segnali sovreccitanti cui incorrono le persone che soffrono di epilessia”. (Alcuni bambini affetti da epilessia hanno tratto beneficio da una dieta specifica a basso contenuto di carboidrati ed alto contenuto di grassi sani.)
Infatti la sovralimentazione può ostacolare l’attività dell’ipotalamo, che svolge un ruolo fondamentale per il controllo del bilancio energetico del nostro organismo.
Uno studio sul digiuno intermittente, ovvero il digiunare per poco tempo ma spesso, ha dimostrato che è in grado di migliorare l’apprendimento e la memoria, e può ridurre il rischio di degenerazione delle funzioni cerebrali.
Molti studi sul digiuno dimostrano una maggiore capacità di combattere le malattie croniche da parte degli individui osservati ed una maggiore longevità.
“La restrizione calorica, ovvero mangiare meno, allunga la vita e ritarda le malattie croniche legate all’età in una varietà di specie, tra cui ratti, topi, pesci, mosche e vermi. Il meccanismo o meccanismi attraverso i quali ciò si verifica non sono ancora chiari”.
Il digiuno intermittente e l’esercizio fisico aumentano il numero di mitocondri nei neuroni, ovvero il nostro cervello ha più energia. Inoltre, il digiuno migliora la funzione cognitiva, aumenta i fattori neurotrofici, aumenta la resistenza allo stresse riduce le infiammazioni.
“L’assenza di cibo è una sfida per il tuo cervello, il quale risponde ai cambiamenti che si verificano durante il digiuno, imitando i cambiamenti che si verificano durante l’esercizio fisico. Entrambi aumentano la produzione di proteine nel cervello (fattori neurotrofici), che a sua volta promuove la crescita di neuroni, la connessione tra i neuroni, e la forza delle sinapsi…”
La premessa di base, presentata alla riunione annuale della Society for Neuroscience, è che il digiuno e l’esercizio fisico aiutano il cervello ad adattarsi e a migliorare il flusso di energia dei neuroni. In particolare, il digiuno e l’esercizio fisico sembrano aumentare la produzione di una proteina chiamata fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF), pensato per essere la chiave nella crescita e la divisione dei mitocondri.
Il digiuno può anche stimolare la produzione di nuove cellule nervose dalle cellule staminali presenti nell’ippocampo ed anche la produzione di chetoni che sono una fonte di energia più assimilabile del glucosio per il cervello.
“Il digiuno intermittente ripara il danno a strutture cellulari quali il DNA”
Uno studio pubblicato dai ricercatori della University of Southern in California ha mostrato che i cicli di digiuno prolungato proteggono dai danni al sistema immunitario e, inoltre, inducono la rigenerazione dello stesso. Il digiuno uccide le cellule immunitarie vecchie e danneggiate inducendo il corpo a produrne di nuove completamente sane.
I pazienti a digiuno per lunghi periodi di tempo hanno abbassato in modo significativo la loro conta dei globuli bianchi (leucociti). Nei topi, i cicli di digiuno includono, oltre alla riduzione del grasso viscerale e sottocutaneo, anche una maggior produzione di cellule progenitrici, staminali e del sangue (emopoiesi). Il risultato è un complessivo ringiovanimento del sistema cellulare di ossa, muscoli, sistema immunitario ma anche del cervello. Nell’ippocampo degli animali più anziani si è verificata anche una notevole neurogenesi, accompagnata da migliori prestazioni cognitive.
“Non potevamo prevedere che il digiuno prolungato avrebbe avuto un effetto così notevole nel promuovere la rigenerazione a base di cellule staminali del sistema emopoietico. Quando si rischia di morire di fame, il sistema tenta di risparmiare energia ed una delle cose che può fare per risparmiare energia è quella di riciclare le cellule immunitarie non necessarie, in particolare quelle danneggiate. Il numero di globuli bianchi scende con il digiuno prolungato; quando poi si inizia a ri-alimentarsi, le cellule del sangue tornano ai loro valori iniziali”. Valter Longo, uno dei massimi esperti del digiuno
Una revisione di diversi studi scientifici in materia di digiuno è stata pubblicata nel The American Journal of Clinical Nutrition ha concluso che il digiuno è un modo efficace per ridurre il rischio di malattiecardiovascolari e cancro. È inoltre emerso un potenziale significativo nel trattamento del diabete.

Ecco tre modi in cui puoi praticare il digiuno intermittente

Prima di intraprendere un digiuno, assicurati di fare alcune ricerche. Personalmente, ho digiunato per anni, quindi ora è facile.
#1 Ecco uno dei modi consigliati per praticare il digiuno intermittente, testato dal presentatore della BBC Michael Mosley per invertire il suo diabete, colesterolo alto e altri problemi associati alla sua obesità (M.Mosley ha studiato medicina a Londra è un medico, ma negli ultimi 25 anni ha lavorato come documentarista ed è anche un premiato giornalista scientifico). Il suo piano consiglia di mangiare per 5 giorni in modo normale, e gli altri 2 giorni della settimana in modo 4 volte meno con abbondanza di acqua e tisane. Quindi puoi mangiare frutta, frullati, verdure, l’importante è non superare 600 calorie.
#2 Un giorno alla settimana, in cui sei meno attivo e meno stressato, puoi fare come ultimo pasto il pranzo e poi mangiare il giorno dopo a colazione, in questo modo hai fatto un digiuno completo di almeno 16 ore.
#3 Per 2 giorni di fila a settimana limita l’assunzione di cibo tra le ore 11.00 fino alle 19.00, ovvero mangia solamente in questa fascia oraria non mangiando niente al di fuori di questo arco di tempo. Non imbrogliare mangiando oltremisura..
La scienza e la medicina stanno riconoscendo che la dieta è il principale fattore, il più importante in assoluto, per restare in salute.
Fonte:  Dionidream
matrix

Matrix : Cosa è? Jon Rappoport – uno strumento per toglierti la vita

InsanelyNews. La Matrix significa nessuna immaginazione. E’ stata costruita per una ragione: per distrarvi dalla scoperta dell’immaginazione e del suo potere.

Ritorniamo alla immaginazione. La questione della immaginazione è che non è una tabella oraria, non un datario. Ma  la potete mettere addosso come cappotto e portarvela in giro ogni volta che volete. SE scegliete.

Se  togliete via degli strati di qualsiasi sistema esistente nel mondo, trovereste il nocciolo originale dell’immaginazione. Potete dire che cosi  viene imposto, ma è una scusa di convenienza. Qualsiasi tipo di vita drenata di immaginazione finirebbe con l’essere una matrix. Si formerebbero strati di roccia e di sedimenti.

Le persone non comprendono questo e non vogliono comprenderlo. Preferirebbero mettere tutte le accuse davanti alla porta di malvagi intelligenti, che naturalmente esistono. Ma questa è solo metà della storia e di gran lunga quella più debole.

Alcune persone fanno una lunghissima carriera nell’accusare le elite per il loro crimini. Va bene. Questo dà loro più potere. Ma senza l’altra metà,  i loro sforzi sono vani, perché le persone amano prendere informazioni e trasformarle in divertimento.

Le persone vogliono ricevere istruzioni su come abbracciare la realtà più grande. Questo si chiama religione. Quindi accantonano l’immaginazione per una sola opera d’arte e poi la venerano. Un chiaro imbroglio… ma  questo non ferma la sfilata.

Ecco una formula per te. E’ approssimativa, ma funzionerà, dato che l’immaginazione percorre metà della distanza verso l’infinito, l’immaginazione diventa magia.

Le leggi della fisica, così come sono e come le comprendiamo, sono sospese. L’immaginazione varca una soglia e quando lo fa, ecco che si ficcano dentro le cosiddette abilità paranormali. L’immaginazione è molto più ampia delle capacità paranormali, che sono un sottoinsieme della immaginazione.

L’immaginazione batte la realtà. La realtà è immaginazione il movimento lento, la Matrix appunto. Sembra solida e densa, ma è solo uno svantaggio minore, quando compresa dal punto di vista della immaginazione

Raggiungere questo punto di vista, è più che un esercizio intellettuale, è il prodotto della AZIONE e quella azione è  dispiego di immaginazione. L’istruzione scolastica è lo sforzo per minimizzare l’immaginazione. È allenarsi su come diventare un membro della Matrix. Questo non significa che l’ignoranza e la stupidità siano le chiavi del regno. Significa invece che una enfasi eccessiva sull’apprendimento, affossa l’immaginazione e la colloca nella regione delle nebbie

 

Tutti i sistemi, se lasciati soli,  tendono a muoversi verso l’immaginazione. Come sanno i miei  lettori, ho scritto molti articoli su quel gioco malato che è la psichiatria. Beh, se poteste in qualche modo prendere la psichiatria e consentire ai professionisti di inventare le loro categorie dei cosiddetti disturbi mentali e trattarli tutti con degli innocui placebo, partendo da quella base (e non altro), questi “stroleghi (tipi strani) arriverebbero poi a rendersi conto che stavano inventandosi tutto…

Potrebbero cosi gioire nel sapere di aver impiegato l’immaginazione per scolpire la loro struttura e sistema. Farebbero saltare per aria la matrix e si riscoprirebbero così artisti. Potrebbero metterci migliaia di anni per raggiungere questo, ma lo raggiungerebbero.

La Matrix significa nessuna immaginazione. E se poteste gattonare nei suoi canali, caverne ed interstizi, vedreste che è stata costruita per una ragione: per distrarvi dalla scoperta dell’immaginazione e del suo potere.

Nell’impianto della Matrix, avete preponderantemente il SACRIFICO. Non intendo con questo generosità, gentilezza o buona volontà o amore. Intendo sacrificio auto-degradante. Si coagula nella Matrix. Legifera contro l’immaginazione, fingendo che l’immaginazione e la sua forza liberatrice non esistano.

Ciò di cui parlo in questo articolo, pare proprio che sia la tradizione spirituale sepolta e vera del pianeta Terra. Sono veramente poche le persone che lo hanno scoperto,  il resto delle persone è caduto in una sorta di androidismo, di automi dalla forma umana.

Tu hai la scelta. Puoi farti un viaggio nella Matrix, oppure puoi immaginare l’immaginazione e imbarcarti nel viaggio dei viaggi. Gli artisti creano mondi diversi. Quindi l’idea che l’”universo” sia in qualche modo la nostra guida e mentore più grande, il donatore, è una mega barzelletta.

La più parte delle persone non sono dell’idea di creare in modo consapevole, men che mai di improvvisare in modo spontaneo, cosa che implica una certa fusione con ciò che dovrebbero creare.

Per coloro che invece possono cogliere questa idea, il mondo  e l’universo non sono più arbitri, guide o ciò che pone le regole. Sono invenzioni che sono già qui.

fonte: https://jonrappoport.wordpress.com/

traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

dna

IL DNA SENTE TUTTO! IMPARIAMO A PARLARE POCO.

(InsanelyNews) Le chiacchiere ci fanno perdere molta energia, soprattutto se si tratta di chiacchiere accompagnate dalle emozioni.

Quando nella tua vita sta succedendo qualcosa, prova una pratica:

non dirlo a nessuno, anche se dovessi sentire un forte prurito per la voglia di raccontarlo.

Quando succede qualcosa, conservalo in te, allora conserverai la tua forza e il potenziale di ciò che accade. Anche quando qualcuno cerca di coinvolgerti nei suoi racconti: conserva la calma e controlla le emozioni, non permettere agli altri di controllarti attraverso le emozioni. Questo tuo atteggiamento sarà notato; avrai un aureola della forza e dell’enigma.

Ma in realtà, hai soltanto conservato te stesso. Le parole e i pensieri influenzano la nostra vita.

il DNA li percepisce come se fosse il discorso umano.

Anche ciò che leggiamo influenza il DNA: le sue molecole ricevono l’informazione acustica e luminosa.

La lettura che facciamo in silenzio, lascia una traccia nei nuclei delle cellule, seguendo i canali elettromagnetici: un testo risana il nostro apparato ereditario, l’altro testo lo traumatizza. Le parole della preghiera risvegliano le risorse dell’apparato genetico: mentre una maledizione distrugge i programmi di carattere ondulatorio e disturba il normale sviluppo dell’organismo.

All’apparato genetico non è indifferente ciò che pensiamo, quali libri leggiamo: tutto è impresso nel genoma ondulatorio che cambia, in una direzione o nell’altra, il programma di vita di ogni cellula. Una parola può portare al cancro, e un’altra parola può guarire. Quando dite o pensate: “sono grasso/a” vi arriveranno dei chili in più. Dicendo “sto dimagrendo” potreste anche iniziare a sentirvi peggio, perché la parola “magro” ha anche un significato negativo: “scarso”, “Insufficiente”. Dite: “sto diventando più snella”, e allora questa forma-pensiero vi influenzerà positivamente. Affinché non succeda nulla di brutto, è molto importante non pensarlo; e ancor più importante non parlarne. Non a caso esiste il proverbio: detto fatto. Avete avviato il programma dell’esecuzione.

E ancora: sgridando qualcuno, o maledicendolo, insultandolo, influenzate non solo il suo campo vitale, ma anche il vostro. State distruggendo la vostra energia sottile e attirate la stessa maledizione per se stessi e per i vostri figli. Sostituendo i pensieri negativi e le parole negative con quelle positive, create attorno a voi lo spazio dell’amore e della positività, che molte cose negative non saranno in grado di rompere.

Fonte: http://aprilamente.info

tratto da: terrarealtime

Vaticano

Vaticano, fermato un monsignore: festini gay e droga

(InsanelyNews) Vaticano, fermato un monsignore: festini gay e droga al Palazzo dell’ex Sant’Uffizio

Un festino gay a base di droga.

È quello che hanno scoperto gli uomini della Gendarmeria del Vaticano in un blitz all’interno di un appartamento nel Palazzo dell’ex Sant’Uffizio.

Proprio lì dove per un quarto di secolo l’allora cardinale Joseph Ratzinger ha svolto il suo incarico di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede prima di essere eletto Papa.

L’inquilino dell’appartamento, stando a quanto raccontano in Vaticano, è un monsignore che svolge le mansioni di segretario di un importante porporato a capo di un dicastero della Curia romana.

L’uomo, subito fermato dalla Gendarmeria, è stato prima ricoverato per un breve periodo nella clinica romana Pio XI per disintossicarsi dalle sostanze stupefacenti, e attualmente si trova in ritiro spirituale in un convento in Italia.

 

In Vaticano bocche cucite o quasi sull’operazione delicatissima svolta dagli uomini comandati da Domenico Giani.

Qualcuno si lascia scappare di essersi lamentato più volte per un continuo via vai dal portone di ingresso, la sera, di persone che erano abituali frequentatori del monsignore fermato. All’interno dei sacri palazzi spiegano che l’appartamento dove si consumavano i festini a luci rosse a base di droga non doveva essere assegnato al segretario di un capo dicastero.

Si tratta, infatti, di un’abitazione riservata ai superiori: prefetti, presidenti o segretari della Curia romana e non semplici monsignori.
Così come aveva destato diversi malumori che il presule in questione avesse una macchina lussuosa con la targa della Santa Sede.
Anche questo è un privilegio riservato ad alti prelati.
Evidentemente, come emerso anche da alcune ricostruzioni fatte in Vaticano, era proprio questo veicolo che consentiva al suo proprietario di trasportare la droga senza essere mai fermato dalla polizia italiana.

Si racconta di un Papa a dir poco infuriato quando, dopo che era arrivata la soffiata ed era stata decisa l’operazione della Gendarmeria, ha saputo che il monsignore era stato beccato sul fatto.

Tra i condomini del Palazzo dell’ex Sant’Uffizio l’imbarazzo è diffuso, ma anche la rassicurazione che, almeno per il momento, tornerà a regnare un po’ di tranquillità nell’edificio. Il suo ingresso principale, infatti, dà direttamente su piazza del Sant’Uffizio che è già territorio italiano ed è fuori da ogni controllo delle Guardie Svizzere e della Gendarmeria.

Chiunque, di giorno e di notte, può entrare liberamente in Vaticano da questo accesso senza subire alcun controllo e senza ovviamente essere schedato. Una location perfetta per godere dei privilegi dell’extraterritorialità senza però dover sottostare né ai controlli dello Stato italiano, né a quelli della Città del Vaticano.

 

Risolta, per usare un eufemismo, la vicenda a dir poco incresciosa del monsignore, resta da chiarire la posizione del cardinale di cui era segretario.

“Possibile che non si sia mai accorto di nulla? Eppure diceva che lavoravano insieme fino a tardi”, si lascia scappare ancora un alto prelato.

Si vocifera che, considerando anche l’età del porporato che ha ampiamente superato i 75 anni, ovvero l’età canonica delle dimissioni, Francesco abbia deciso di accelerarne il pensionamento anche a causa degli ultimi avvenimenti.

“Aveva proposto il suo segretario per l’episcopato. Fortuna che non lo hanno nominato vescovo. Ora che cosa sarebbe successo?”, è la considerazione di un presule condivisa anche da altri confratelli.

Ma qualcuno ha fermato questa nomina prima che fosse troppo tardi.

fonte: ilfattoquotidiano

kali

Kali Linux, setup your own web application pentesting lab

Without any preface, let me get straight to the point. In this tutorial, we will be installing Damn Vulnerable Web Application (DVWA) on a Ubuntu virtual machine. Our attacker machine would be Kali Linux, which is also installed as a virtual machine (or virtual box). The host can be any OS, and doesn’t matter since we won’t be using it at all. An alternate configuration is when your host is either Kali or Ubuntu, in which case you need only one VM, to install their the other OS. Alternatively, you could just use a single Kali machine both as attacker as well as victim (running the vulnerable application). However, that makes things less realistic.

Contents

  1. Pre-requisites
  2. Installing DVWA

Disclaimer : No cool stuff in this tutorial, just straightforward installation.

Pre-requisites

You need to have Kali Linux (rolling release) and Ubuntu (I’m using 16.04) up and running. If you aren’t familiar with virtual machines and stuff, then take a break of a few days, get familiar with them, install and run a few Linux (any flavour) VMs, drink some coffee, etc. Once you’re comfortable with virtual machines (and have Kali & Ubuntu up nd running), proceed onward.

You also need some minimal knowledge of linux, networking, and web applications. As an exercise, you could try getting some free web host (a pathetic one will suffice, since you are only doing this for learning and won’t need anyone to use your website), and deploy a wordpress site. Tinker around the website, install themes and stuff to get a feel for it. Then, go one step further and deploy a wordpress instance on your linux virtual machine. This time, don’t use the wordpress UI to do things, but instead try and figure out stuff manually. Install themes, modules, etc. on your own by placing them in the correct directory. Just tinker away, in short, till you have some level of familiarity with web applications.

Now, you are familiar with web apps, virtual machines, and linux (not networking though). The task above were pretty simple but for now you can move ahead with the tutorial with the given amount of expertise. Also, the pre-reqs listed above are for the entire web pentesting series, and most probably you’ll be able to follow this tutorial without completing some of them, since this is the first and very basic installation tutorial.

Important: Make sure you use the same version of stuff as me. This will avoid scenarios where our systems behave differently (in which case you’ll have to use google-fu to figure our how to deal with unexpected stuff happening).

Ubuntu Version – 16.04.1 LTS
XAMPP Version – 7.1.1 (you’ll install this later in the tut)

Installing DVWA

This is a fairly simple procedure.  Below are screenshots with explanation. At the end of the tutorial, I have listed commands that you need to type to get all this done (you can simply copy paste the commands). The unnecessary steps are not present in list of commands (in screenshots they are there to enhance your understanding oh what’s going on).

Overview-

  1. First we will download DVWA.
  2. Then we read it’s doc and find out what to do.
  3. After reading doc, we realize we need to install XAMPP, we do that.
  4. After installing XAMPP, we test if it works by starting it and opening localhost on our machine.
  5. Once we’re sure that XAMPP works, we will proceed and copy DVWA files to htdocs folder of XAMPP.
  6. Now we check if localhost/DVWA-master leads us to the vulnerable app. If it does, then we did everything right.
Open Damn Vulnerable Web App website in your browser. Click on download. You’ll get an archive, extract it.
Navigate to the extracted archive. Get a lay of the land. You’ll find that there is documentation available in docs folder.
Here is the relevant section of the documentation. We need to install XAMPP. You can get it to work
with any other equivalent software bundle, but for ease, let’s stick to the recommended way.
Proceed to download the XAMPP bundle. I went with the latest version (going with latest version
poses a slight problem for us, while DVWA is flawed, our PHP version is perfectly patched. For now, let’s
ignore this. If this cause hinderance at a later stage, then we’ll deal with it)
Navigate to downloads directory and run the installer for XAMPP
Realise that you forgot to run the installer as root! (kudos if you ran as root and didn’t make the
same mistake as me)
Run installer as root
It’s a simple installer. You’d know what to do.
Wait for it to finish.
Start the XAMPP server (note that the directory is lampp in linux systems)
Check if your server is running by typing 127.0.0.1 or localhost on your browser. XAMPP is now up
and running properly. Let’s run our vulnerable app on XAMPP now.
As suggested by the documentation, we simply move our folder into the htdocs directory.
Open the localhost/DVWA-master URL and you’ll see that everything works as expected. Our initial
setup is successfully done.

There is still further configuration to be done, but I don’t want to extend the tutorial any further. After the next section, there is link to part 2 of this series.

Commands

For below commands to work, ensure the following-

  • xampp-linux-x64-VERSION-installer.run – this file downloaded and is located in Downloads folder
  • DWVA-master directory is located in home folder (the archive to be downloaded and extracted to obtain this directory).
  • Replace VERSION with the version you have downloaded (7.1.1.0 in my case)
Here are the commands-
  1. cd ~/Downloads
  2. chmod a+x xampp-linux-x64-VERSION-installer.run
  3. cd ~
  4. sudo ./xampp-linux-x64-VERSION-installer.run
  5. sudo mv ~/DWVA-master/ /opt/lampp/htdocs/

Part 2 : fixing the problems and finishing the configuration. Here’s the link –

Configuring DVWA

Extras

  1. Read about localhost (what does this URL signify – 127.0.0.1)
  2. Commands used – ls, cd, mv, sudo. Use man pages to find out what these mean (eg. type man mv into the terminal)

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